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Almenno San Salvatore trionfa al Carnevale di Almè con la ''Torre di Babele''

Bruno Silini 06/02/2018 0 commenti

Il carro “Torre di Babele”, proveniente da Almenno San Salvatore, ha vinto la 40esima edizione de “Ol Carneàl de Almè”, la tradizionale passerella di carri allegorici e gruppi mascherati provenienti da tutta la Bergamasca che si è tenuta domenica pomeriggio. Duemila persone in strada per un evento di musica, folklore, fantasie e maschere colorate.

I sei giurati, tra cui il Duca di Piazza Pontida Mario Morotti (Smiciatöt Ü) e il sindaco di Sedrina Stefano Micheli, hanno attribuito la palma del vincitore al carro che rappresentava una delle pagine più celebri dell’Antico Testamento. La Torre di Babele è la leggendaria costruzione narrata nel libro della Genesi. Con 228 punti (conteggiati sommando originalità, coreografia, scenografia, laboriosità, costumi) ha superato “I giocolieri del Re” da Brembate Sopra e “I Ghostbusters” dall’oratorio di Almè.

Nella sezione gruppi l’hanno spuntata i danzatori boliviani “Caporales San Simon Filial Italia Cochabamba” superando di 10 lunghezze “Quei pazzi clown” di Zogno con le loro pazze biciclette colorate. Apprezzabile lo sforzo organizzativo messo in campo dall’oratorio Papa Giovanni XXIII (sotto la regia di don Giorgio Carobbio), insieme al Comune, all’associazione CulturAlmènte e al sostegno di un nutrito gruppo di sponsor.

Tra i giurati anche don Cesare Passera che ,nel 1978, ideò la prima sfilata del Carnevale di Almè. “C’era bisogno - ha spiegato - di creare aggregazione intorno all’oratorio e si è pensato che una grande corteo mascherato potesse funzionare. Devo dire che una volta richiamare gente era più facile: bastava poco e tutti ti seguivano. Oggi le cose sono un po’ cambiate”. I vincitori del Carnevale hanno ritirato il primo premio dal sindaco di Almè Massimo Bandera. “Ci siamo impegnati al meglio - hanno detto i protagonisti - per realizzare qualcosa di significativo che colpisse l’attenzione”. Ad alzare i toni ameni della giornata ci hanno pensato i musicisti della Banda musicale di Nese, le Majorette di Cividate al Piano e gli “Sbandieratori e musici della Torre di Primaluna”

Fiore all’occhiello del quarantesimo è stata l’esposizione, con oltre 300 fotografie, allestita nella chiesa vecchia: un viaggio nel tempo che mostra l’evoluzione del paese attraverso uno dei suoi momenti più rappresentativi. "Il Carnevale, - precisa don Giorgio - è stata un’occasione per fare gruppo e cercare di collaborare per un obiettivo comune: divertirsi e fare divertire. Non è semplice, lo possono dire tutti i volontari, organizzare e cercare persone che abbiano il tempo e la passione per creare un gruppo e un carro. Un tempo erano moltissimi, anche qui in paese, che si attivavano mesi prima della sfilata per creare il carro più bello. Ora non è più così ma rimane nel cuore la voglia di mettersi in gioco e partecipare”.

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