Anche a Bergamo arriva la 'Skullbreaker' challenge: prima vittima un quattordicenne

Leandro Rinaldi 21/02/2020 1 commenti

È tempo di aggiornare l’elenco delle cose stupide e pericolose diventate virali sui social. L’ultima moda è la “Skullbreaker challenge” letteralmente sfida spacca-cranio, che sta spopolando a livello globale ed è arrivata anche nella bergamasca.

La sfida - se così si può chiamare - nasce su Internet, in particolare su Instagram e Tik Tok, le due piattaforme digitali più utilizzate dal giovane pubblico. Il concetto è semplice: tre persone si allineano per saltare in contemporanea, chi sta in mezzo però non sa che, al momento del salto, le due persone ai lati tenteranno di fargli perdere l’equilibrio in volo mentre una terza persona filma il tutto.

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La pericolosità dello scherzo è evidente: si rischia seriamente di cadere sulla schiena o di battere la testa, due zone delicatissime, con ricadute sulla salute anche gravi. È quanto avvenuto in un istituto superiore della bergamasca: un quattordicenne è rimasto vittima dello scherzo, finendo in ospedale con la prognosi di 20 giorni a causa di un problema alla cervicale. Gli autori, invece, sono stati segnalati presso il Tribunale per i Minorenni di Brescia per lesioni e violenza privata.

Per quanto possa sembrare solo una goliardata, chi la commette rischia di passare guai seri visto che, potenzialmente, potrebbe causare lesioni gravi. Per tentare di arginare il fenomeno, il Questore di Bergamo, Maurizio Auriemma, il vicario del questore Edgardo Giobbi e il medico principale della Polizia Palcido d’Agati hanno organizzato una serie di incontri con gli studenti, per sensibilizzarli e far comprendere loro la reale pericolosità della sfida, perché non vi partecipino mettendo a rischio la propria incolumità o esponendosi a conseguenze sul piano giuridico.

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COMMENTI

Maria Laura 01/03/2020

Il ragazzo che ha avuto la prognosi di 20 giorni per problemi alla cervicale, non sa che per tutta la vita avrà emicranie e dolori al collo serissimi. Tutte le volte che avrà questi problemi, penserà alla stupidaggine che ha fatto. Però l'ha fatta consapevolmente, insieme agli altri ragazzi. È proprio per questo motivo che non trovo giusto il provvedimento preso per gli altri. Interessante l'iniziativa di sensibilizzazione proposta nelle scuole, ma trovo assurdo che dei professionisti debbano "perdere tempo" a causa di ragazzi davvero sciocchi. Non bisogna sempre intervenire perché i ragazzi non si mettano in situazioni critiche, bisognerebbe ogni tanto anche lasciare a loro l'opportunità di risolversele, anche a costo che questo costi loro qualcosa. Probabilmente la mia è una opinione dura, ma non possiamo sempre essere pronti a intervenire per togliere dai pericoli i nostri figli, in quanto, continuando a fare così, loro non cresceranno e non si responsabilizzeranno mai.

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