Burattini patrimonio da salvaguardare: in via Tasso arriva il museo

Redazione 19/10/2018 0 commenti

All'inizio del 2019, uno spazio nel cuore della città, all'ultimo piano del suggestivo Palazzo della Provincia di via Tasso, si trasformerà, grazie all'arte sapiente di architetti e scenografi, in un museo dedicato al mondo dei burattini. Accanto al Fondo Ravasio, verranno esposti pezzi delle collezioni più significative di Bergamo: quelle delle famiglie Losa, Scuri, Milesi, Cortesi e Lucchetti. Si tratta di un inestimabile patrimonio, materiale e immateriale, geneticamente legato all'identità bergamasca e lombarda.

La nascita del primo museo a Bergamo di teatro di figura rappresenta una concreta possibilità di ulteriore avanzamento culturale, formativo e organizzativo nel campo del teatro di figura e di tradizione, a Bergamo e nel resto d'italia. Si tratta di preservare dall'oblio un patrimonio che ha necessità di essere non soltanto conservato e opportunamente restaurato, ma anche indagato, valorizzato e rinnovato nelle potenzialità creative e artistiche. Il Museo del Burattino vede la collaborazione di Istituzioni pubbliche e importanti soggetti privati che sono accanto alla Fondazione Ravasio in questo importante momento di passaggio.

La correttezza scientifica e la relazione con le istituzioni museali del resto d'ltalia sono garantite dalla costituzione di un importante comitato scientifico formato da un esponente dell'Università di Bergamo, annoverata anche tra i promotori del Museo, il prof. Luigi Allegri dell'Università di Parma, tra i massimi studiosi di teatro di figura, Remo Melloni, docente di Teatro Popolare alle Scuole Civiche di Milano, Alfonso Cipolla, studioso di burattini del DAMS Università di Torino, Luì Angelini e Daniele Cortesi, burattinai bergamaschi. Il comitato scientifico sarà presieduto e guidato dalla Prof.ssa Anna Maria Testaverde, docente dell'Università di Bergamo.

Il Museo, che verrà ufficialmente inaugurato a Carnevale 2019, non avrà solo il compito di esporre e conservare i pezzi più belli delle collezioni ma anche quello di promuovere percorsi di avvicinamento e studio, dedicati a diverse fasce d'età. Per questo proposte di visita guidata e laboratorio verranno fatte alle scuole; verranno inoltre proposti agli insegnanti percorsi formativi legati al mondo del teatro di figura.

"E' motivo di orgoglio veder nascere il primo Museo del Burattino della Bergamasca nel Palazzo della Provincia - afferma il presidente della Provincia Matteo Rossi -. Bergamo e il suo territorio avranno finalmente uno spazio dedicato a quest'antica arte che racchiude saperi e tradizioni della nostra storia . Nell'area appositamente ritagliata nel prestigioso spazio Viterbi, i cittadini avranno modo di entrare in contatto con il teatro di figura bergamasco e con il prezioso patrimonio custodito dalla Fondazione Benedetto Ravasio, che realizzerà il Museo. Per una felice coincidenza, questo sogno diventa realtà proprio nel 25esimo anniversario della Fondazione".

"Una baracca di legno, un burattinaio, tanti bambini intorno e la meraviglia ogni volta si ripete con la medesima magia. Dovremmo partire da lì per capire la scommessa vinta dalla Provincia e da Fondazione Ravasio nel cercare di conservare, raccontare e promuovere il fascino, ma anche la storia e la cultura artigianale nascosta in questo mondo di arte e fantasia. E' ascoltando la chiassosa partecipazione del pubblico più piccolo che si resta convinti della necessità di perpetuare e valorizzare questa attività che è anche parte fondante della nostra bergamaschità. In un mondo sempre più digitalizzato, animato da effetti speciali e dalla realtà aumentata scopriamo ancora una volta la forza straordinaria ed evocativa di una voce narrante che sa smuovere le nostre emozioni e guidarci negli immaginari mondi della nostra infanzia”, sottolinea il consigliere provinciale delegato alla Cultura Alberto Vergalli.

"E' una grande emozione, per me e per la mia famiglia, vedere che il sogno di Giuseppina e Benedetto prende finalmente vita. Il Museo del burattino non avrà solo il compito di esporre e conservare i pezzi più belli delle collezioni bergamasche ma anche quello di promuovere percorsi di avvicinamento e studio, dedicati a diverse fasce d'età. Sarà un luogo vivo che dialogherà con la città e il suo territorio. Un grazie riconoscente a Matteo Rossi per la generosità e la sensibilità con la quale ha accolto e sostenuto il progetto. Grazie anche alle famiglie collezioniste per la fiducia e la stima dimostrati. Il Museo, come avrebbero voluto Giuseppina e Benedetto, permetterà, a grandi e a piccoli, di continuare a sognare", conclude il presidente della "Fondazione Benedetto Ravasio", Sergio Ravasio.

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