Davide Calvi, sindaco per passione: una vita dedicata a Moio de' Calvi

Eleonora Busi 09/01/2019 0 commenti

Prima come consigliere comunale nel 1965 e successivamente sindaco di Moio de' Calvi dal lontano 1976 fino al 2014 – con una pausa dal 2004 al 2009 in carica di vicesindaco – Davide Calvi è stato per 50 anni alla guida del piccolo paesino di poco più di 200 anime incastonato fra i monti della Valle Brembana. E oggi, 9 gennaio 2019, che il primo cittadino più longevo del suo paese compie 80 anni, cogliamo l'occasione per raccontare la sua storia.

Classe 1939, una vita intera dedicata alla “sua” Moio, di cui si è preso cura per più di mezzo secolo. “Decisi di candidarmi come sindaco perché sono sempre stato radicato nell'animo del mio paese. Credo nella nostra gente, credo che in questo momento chi ci abita ci viva volentieri e quindi è giusto dare loro dei servizi”, spiega Calvi.

Servizi che durante la sua carriera di sindaco non sono di certo mancati: a partire dall'istituzione del trasporto scolastico per bambini e ragazzi nei paesi vicini, alla lotta per mantenere l'Ufficio Postale aperto, istituzione della biblioteca, sistemazione di aree pubbliche – solo per citarne alcuni - fino ad arrivare alla famosa “Battaglia per la cabina”, che nel 2010 ha visto Moio de' Calvi protagonista di articoli e servizi televisivi a livello nazionale, salvando così l'unica cabina telefonica rimasta.

“L'importante è non togliere il servizio - racconta Calvi - Il punto di base di un'amministrazione è quello di dare servizi alla gente. Poi tutto il resto si può gestire, si può fare. Ho sempre pensato: ad un certo punto si presenta il problema? Oppure si presenterà il problema? Lo affronto, indipendentemente dalla priorità.”

“Quando c'erano delle domande di contributi da inoltrare alla regione, alle 6 del mattino io ero lì, davanti al Pirellone di Milano - spiega l'ex primo cittadino -. Inverno o estate non aveva importanza: così facendo ho portato a casa abbastanza finanziamenti per fare tutte le opere necessarie. Io non penso di aver fatto qualcosa di straordinario, ho solamente fatto il mio dovere e con l'impegno queste opere sono state poi realizzate. Questa è la mia soddisfazione”.

Un impegno e una passione che ha comportato anche diversi sacrifici, ma che non hanno mai scoraggiato Davide Calvi e lo hanno anzi spinto a fare sempre di più, senza chiedere nulla in cambio.Non ho mai preso un'indennità di carica - spiega  - Non l'ho voluto per principio. L'ho fatto per lo spirito di voler lavorare per Moio e con Moio.”


Il suo voler guardare sempre al futuro con attenzione e lungimiranza ha portato i suoi frutti: pochi sanno infatti che a Davide Calvi negli anni '80 fu conferito il primo livello di onorificenza come Cavaliere di Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ordine nazionale assegnato solamente ai cittadini che hanno contribuito al progresso della Nazione in diversi campi, fra cui l'impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali. “Fa molto piacere ricevere un'onorificenza del genere - racconta con orgoglio - è una cosa che ti resta dentro. Soprattutto perché è stata una valutazione esterna, è una soddisfazione sapere che tutto quello che hai fatto è stato giudicato valido.”

Ora Davide non è più sindaco di Moio, ha deciso di ritirarsi nel 2014 e di stabilirsi in paese per riposare, dopo essere stato presidente fino allo scorso anno dell'Associazione Frutticoltori Agricoltori Valle Brembana. Per lui fu celebrata una doppia cerimonia, in Chiesa e presso l'ufficio comunale, che faticava a contenere tutti i presenti. Gli fu per l'occasione consegnata la fascia tricolore originale che indossò al primo incarico da sindaco nel 1976.

“Ad un certo punto mi sono fatto un esame di coscienza a livello personale, e ho deciso che era ora di guardare avanti e dare la possibilità ai giovani - spiega Calvi - Il mio unico dispiacere è stato vedere la chiusura della sola bottega di Moio (nel 2018) che aveva ricevuto nel 2008 la targa di “Negozio storico” della Regione Lombardia. Moio è la mia casa, è stato la mia vita e nonostante gli alti e bassi io sono comunque un moiese convinto".

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