Foppolo: resta senza un nome il piromane delle seggiovie, ma a Carona sparisce l'imprenditore

Eleonora Busi 11/09/2019 0 commenti

Resta senza un nome colui (o colei) che appiccò le fiamme alle seggiovie Quarta Baita e Montebello di Foppolo, fra il 7 e l'8 luglio 2016. Il pm Gianluigi Dettori, durante l'udienza preliminare tenutasi durante la mattinata di ieri 10 settembre, ha chiesto e ottenuto l'archiviazione sui fatti del rogo. Determinante fu l'incendio: quello è stato, infatti, il primo passo dell'inchiesta che ha coinvolto gli ex sindaci di Foppolo e Valleve Giusepppe Berera e Santo Cattaneo, entrambi in aula, che durante l'udienza hanno scelto il rito abbreviato, rinviando quindi il tutto al prossimo 24 settembre.

Intanto, ci sono stati i primi patteggiamenti di 4 fra i 17 imputati nell'inchiesta: 2 anni, con pena sospesa, all'imprenditore Gianfranco Montini, ovvero colui che avrebbe messo a disposizione i conti correnti austriaci facendo transitare 75 mila euro versati dall'imprenditore bresciano Sergio Lima e prelevati da Berera, ex sindaco di Foppolo, come ricompensa per lavori assegnati senza passare da bandi pubblici.

Sempre 2 anni con pena sospesa anche per Alberto Boselli, collaboratore e prestanome di Lima, 1 anno e 8 mesi per la moglie di Berera Roberta Valota, per la quale è stata disposta una confisca di 230 mila euro, ed infine 8 mesi per Elena Zaccarini, altra collaboratrice e prestanome di Lima. Il Gup Vito di Vita ha invece respinto le richieste di Lima a 2 anni e 11 mesi e di Riccardo Tomasi (bresciano, ex amministratore della Gaffer), a 10 mesi: troppo basse, secondo il giudice.

Il prossimo 24 settembre saranno quindi discussi i processi degli imputati Berera e Cattaneo, che hanno scelto il rito abbreviato, e i rinvii a giudizio degli altri 13 indagati, che non hanno patteggiato nell'udienza di ieri.

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Intanto in Valle Brembana la situazione impianti negli ultimi anni non ha particolarmente brillato. L'inchiesta ha portato le società a trovare un compromesso: chiudere tutto o rilanciare la zona. Il Comune di Carona, durante l'estate appena passata, aveva annunciato trattative in corso con un imprenditore veneto, ma dopo un incontro fra i curatori fallimentiari di Brembo Super Ski e la gara per costituire società, pare che l'imprenditore sia svanito nel nulla, costringendo quindi il Comune a mettere all'asta il tutto il prossimo 26 settembre, al prezzo base di 2 milioni e 600 mila euro.

Eravamo pronti a mettere 350 mila euro — ha spiegato il sindaco Giancarlo Pedretti al Corriere di Bergamo — ma quello che ci aspettavamo non è avvenuto. Non abbiamo avuto proposte e da soli non siamo in grado di rilevare la stazione. Stiamo valutando di chiedere ai curatori di sostenere un altro esercizio provvisorio: siamo pronti a sostenerli con risorse aggiuntive e ci aspettiamo che anche gli operatori privati diano una mano”.

Supporto anche dal nuovo presidente della Comunità Montana Valle Brembana Jonathan Lobati, che ha dichiarato: “Ho fissato un incontro con i curatori per capire se c’è la volontà di trovare soluzioni che scongiurino la chiusura. Noi faremo di tutto, anche se per ora il pubblico può fare poco. La soluzione va trovata nel privato”.

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(Fonte immagine: Bergamo Corriere)

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