Il Grand Hotel di San Pellegrino nella tesi di laurea di Lisa: ''non solo un albergo, va aperto a tutti''

Roberta Bennato 23/04/2018 0 commenti

Il Grand Hotel di San Pellegrino non smette di suscitare interesse: questo gioiello liberty che ricorda le atmosfere di un film di Wes Anderson e gli sfarzi di inizio secolo è al centro della tesi di laurea in Economia del Turismo di Lisa Egman, 25enne di Bonate di Sopra che da sempre frequenta il paese brembano. 

“Avendo parenti in Val Brembana - spiega Lisa Egman -, sin da piccola vedevo questo grande edificio affascinante e semi abbandonato e mi sono sempre chiesta cosa fosse. La mia tesi è intitolata ‘Il turismo in Valle Brembana: passato e presente. Il caso di rivalutazione del Grande Hotel di San Pellegrino’ e parte da uno studio più ampio sulla storia della Valle Brembana e sullo studio del turismo in questa zona, fino ad arrivare al presente e al caso dell’Hotel di San Pellegrino. Studio il boom turistico dei primi anni del Novecento andato avanti fino alla metà del secolo. E’ stato uno sviluppo quasi improvviso e a San Pellegrino si è concretizzato in turismo termale, un tipo di turismo che era molto diverso da come lo concepiamo noi oggi: allora era l’equivalente dell’attuale turismo balneare ed era molto in voga”.

Dopo l’iniziale boom, che cosa è andato storto?

“Il turismo termale ha perso il suo fascino e c’è stata l’esplosione del turismo di massa sulle coste. Oggi il turismo termale è in ripresa ma è diverso da quello di un tempo perché si incentra sul benessere e sul wellness. All’epoca, invece, attorno alle terme c’era un contorno di divertimenti, come quelli offerti dal Casinò, che è è andato a sua volta in declino con la proibizione del gioco d’azzardo. Se già con le guerre la gente in paese era sempre meno, negli anni '70 il calo di turisti raggiunge l’apice e le spese di gestione di una struttura così grande cominciano a diventare insostenibili.”

Il Grand Hotel chiude definitivamente nel 1976 e da allora è stato usato solo sporadicamente come sede di  aste. Ma nonostante il declino, il valore artistico di questo luogo rimane intatto: “E’ un vero gioiello liberty, - continua Lisa - come lo sono tanti altri edifici a San Pellegrino. Essendo un piccolo paese qui non c’erano edifici imponenti che avrebbero limitato stilisticamente le nuove costruzioni; per questo si è potuto sperimentare molto costruendo edifici liberty unici nel loro genere e in armonici tra di loro.”

Hai potuto vedere con i tuoi occhi ‘come sta’ oggi il Grand Hotel?

“Sì, ho avuto la fortuna di poter entrare nonostante i lavori in corso (dove Lisa ha scattato le foto a corredo dell’articolo, ndr). C’è una perizia in atto e per il momento si auspica di finire i lavori entro il 2019: servono i fondi ma si deve anche tenere conto delle direttive della Soprintendenza volte a preservare l’edificio. Tutto questo rallenta i lavori, ma la comunità e gli amministratori tengono molto al Grand Hotel e stanno facendo di tutto per poterne riaprirne almeno una parte, anche perché con la recente inaugurazione delle nuove terme c’è un rinnovato bisogno di strutture per i turisti.”

Secondo te, quale potrebbe essere il futuro del Grand Hotel? 

“Credo che, nell’attuale momento storico, sia quasi impossibile vedere un edificio così grande totalmente adibito a struttura ricettiva perché le spese di gestione sono molto alte. Nella mia tesi io propongo di differenziarne molto l’offerta, ad esempio aprendone una parte al pubblico con accesso libero; così si integrerebbe il turismo con il territorio rendendolo sostenibile. L’Hotel sarà di altissima qualità, almeno un 4 stelle,  e perciò costoso: per questo si può pensare di aprire ristoranti e bar anche a chi non vi soggiorna.” 

Dopo averne fatto il centro della tua tesi, continuerai a seguire i lavori e i progetti relativi al Grand Hotel di San Pellegrino?

“Sicuramente, perché avendo approfondito e studiato questo argomento ora mi sta piuttosto a cuore e, anche se non sono del paese, continuerò sicuramente ad interessarmi alle sue sorti.”

(Fonte Immagini Lisa Egman)

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