La torre pendente di Camerata Cornello a rischio: il progetto per salvarla c'è, servono i fondi

Redazione 24/07/2018 0 commenti

Forse non tutti lo sanno, ma proprio come la ben più popolare Torre di Pisa anche in Valle Brembana esiste una torre pendente: si tratta del campanile di Cornello, le cui condizioni però al momento sono abbastanza critiche e necessita di un intervento immediato per evitarne il possibile crollo.

La torre campanaria di Camerata Cornello risale al XII secolo e la sua pendenza (del 2%) è dovuta al terreno argilloso su cui poggia che cedette durante la costruzione. Vani furono i tentativi di "raddrizzarla". Il campanile è sotto osservazione attraverso costanti monitoraggi già dal 2002 e non ci sono stati spostamenti negli ultimi 16 anni. Quello che preoccupa, invece, è lo stato delle pietre che compongono l'antico edificio. 

Negli ultimi anni sono state avviate ipotesi progettuali per il consolidamento e, nel 2016, un progetto conservativo e di risanamento definitivo, firmato dall'architetto Walter Milesi di Olmo al Brembo e dall'ingegnere Marco Verdina di Beragmo, già inviato alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio in attesa del via libera per il passaggio al progetto esecutivo.

L'intervento prevede non solo il consolidamento della torre e delle pietre che la compongono, la cui malta che le tiene unite fra loro in questi anni è stata erosa da acqua e vegetazione (con il rischio di distacchi), ma anche il restauro delle scale interne della torre che, una volta recuperate, permetteranno di raggiungere la sommità del campanile e ammirare l'interno borgo medievale di Cornello dei Tasso, a Camerata Cornello. 

Se si riuscirà a recuperare i fondi necessari (300 mila euro), e tutto andrà come previsto anche dal punto di vista burocratico, entro il 2020 i lavori di ristrutturazione saranno conclusi e il campanile pendente di Cornello tornerà ad essere sicuro. Una delle strategia per ottenere i fondi è l'inserimento del monumento nel censimento 2018 de “I Luoghi del Cuore” promosso dal FAI. I voti sono ammessi fino al 30 novembre in diverse modalità: online, tramite modulo cartaceo da inviare poi per posta oppure tramite l'applicazione. Esiste anche la possibilità di votare allo sportello delle filiali di Banca Intesa Sanpaolo, partner dell'iniziativa. La parrocchia ha inoltre fatto domanda alla Cei per avere i fondi dall'8 per mille, e verrà chiesto aiuto anche ad alcune fondazioni.

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