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Lenna, prima fiera nazionale Bruna Alpina Originaria: la regina è di Serina

Redazione 30/10/2018 0 commenti

Si chiama Cerva, ed è un magnifico esemplare di vacca primipara dell'azienda agricola di Ignazio Carrara di Serina. E' lei la prima Regina delle Alpi di Razza Bruna Alpina originale, razza in via di estinzione ma sostenuta dall'Unione europea quale simbolo di identità territoriale e biodiversità. All'azienda di Carrara anche il titolo di Reginetta.

Cerva ha sbaragliato la concorrenza proveniente dal resto della Lombardia, ma anche da Trentino Alto Adige e Piemonte, alla prima edizione della fiera nazionale dell'antica razza bovina, oggi diffusa ormai solo nel nord Italia con 1.800 capi, in particolare nelle province di Bolzano (800 capi) e Bergamo (400 capi). La pioggia intensa non ha fermato la manifestazione, organizzata dall'Associazione nazionale Bruna Alpina originale, con il sostegno dell'Associazione San Matteo - Le Tre Signorie di Branzi, la Camera di Commercio, il Comune di Lenna e il patrocinio di Regione Lombardia, svoltasi all'agriturismo Ferdy di Lenna.

I capi, con le tradizionali corna e molti anche con campanaccio artistico, hanno sfilato nel ring dell'agriturismo, per uno spettacolo unico che non si vedeva ormai da decenni almeno in provincia di Bergamo, da quando gli allevatori avevano abbandonato la razza originaria-alpina per l'attuale Bruna italiana, frutto di un incrocio americano, più lattifera ma meno rustica e meno adattabile ai nostri alpeggi.

Oltre al concorso degli animali, durante la mattinata si è svolta anche la prima asta nazionale di Bruna Alpina originale. Diversi i capi venduti, con assegnazioni fino a 2.000 euro. Nel pomeriggio il convegno a cui hanno partecipato anche Andrea Besana per Regione Lombardia, Raffaella Castagnini per la Camerata di commercio di Bergamo, Lino Petroboni per l'Associazione nazionale razza Bruna, Francesco Maroni per l'Associazione San Matteo – Le Tre Signorie di Branzi e l'assessore della Comunità montana Valle Brembana, Geremia Arizzi. Durante il dibattito è stato sottolineata l'importanza del recupero della razza, per la sua sostenibilità ambientale, la sua multifunzionalità e l'identità territoriale.

“A soli due anni dalla nascita dell'associazione nazionale – ha detto il vicepresidente Nicolò Quarteroni – oggi celebriamo questa prima fiera-concorso, un risultato straordinario”. Con l'obiettivo, è stato detto, di valorizzare al massimo i suoi prodotti, formaggi e carne, qualitativamente superiori perché derivati da allevamenti in alpe almeno 90 giorni l'anno e con criteri biosostenibili.

Un'operazione di recupero che potrà avere risvolti positivi anche per turismo ed economia dei territori di riferimento. La fiera si inseriva negli eventi patrocinati dal progetto "Forme, Bergamo capitale europea dei formaggi", come tappa per il riconoscimento della Cheese Valley quale patrimonio mondiale dell'Unesco.

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