Oltre il Colle, la Cattedrale Vegetale rinascerà dopo la sua distruzione ad ottobre

Eleonora Busi 08/03/2019 0 commenti

Il progetto della famosa Cattedrale vegetale non verrà abbandonato. È questo l'esito dell'incontro avvenuto fra i soci del Parco delle Orobie (Comunità montane di Val Brembana, Seriana e Scalve), il consigliere delegato alla Montagna della Provincia Stefano Savoldelli e il Comune di Oltre il Colle per discutere della sorte futura della Cattedrale, che è stata per due terzi rasa al suolo dopo il disastroso nubifragio del 28 ottobre scorso.

L'idea è dare una nuova opportunità a questa grandiosa opera che dal 2010, anno della sua istituzione, ha attirato migliaia di visitatori diventando uno dei simboli del Parco delle Orobie. Saranno da valutare, ora, diverse condizioni per l'effettivo ripristino della Cattedrale. La prima riguarda le modifiche che andranno apportate, scegliendo dunque di non seguire il modello originale, ma puntando ad una rinaturalizzazione forestale, cambiando le piante utilizzate e stabilendo delle altezze specifiche. La seconda condizione sono i fondi necessari al reset dell'opera, cioè quanto costerà riqualificare l'area e dove trovare i finanziamenti, con l'idea di affidare successivamente la gestione al Comune di Oltre il Colle.

“Il grazie va al presidente del Parco Yvan Caccia, che ha proposto questo incontro – ha dichiarato il sindaco di Oltre il Colle Giuseppe Astori a L'Eco di Bergamo – L'immagine della Cattedrale ha già fatto il giro del mondo. L'abbandono sarebbe una sconfitta per il Parco e per chi credette in questo straordinario progetto.”

La Cattedrale nasce nel 2010 da un'idea dell'artista Giuliano Mauri, morto nel 2009, che aveva realizzato la prima opera nel lodigiano, dove ebbe molto successo e  da cui è scaturita la volontà di riprodurre il progetto anche in bergamasca, voluto fortemente dal Parco delle Orobie e dai Comuni di Oltre il Colle, Roncobello e Ardesio. La Cattedrale, costruita secondo l'antica arte dell'intreccio che prevede l'uso di legno flessibile, picchetti, chiodi e corde, si propone di rilanciare e di valorizzare la ricchezza e l'unicità della flora vegetale delle Orobie Bergamasche.

Nei 20 anni successivi i faggi di cui era costituita, crescendo fino a 13 metri di altezza, non avrebbero più avuto bisogno di ingabbiature che marcendo sarebbero cadute al suolo, liberando così la pianta nella sua vera forma. Prima della sua distruzione, nella particolare Cattedrale sorgevano 42 colonne suddivise in cinque navate per 1800 pali di abete. Un grande progetto che, fortunatamente, resisterà nonostante le difficoltà incontrate.

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(Fonte: L'Eco di Bergamo)

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