San Pellegrino Terme, ex stazioni ferroviarie ancora in cerca di gestori

Alessandra Filippi 22/01/2019 0 commenti

Dopo il passaggio di proprietà dal Demanio al Comune di San Pellegrino Terme, le due vecchie stazioni ferroviarie del paese brembano, situate una a nord in piazza Granelli e una a sud in piazza Rosmini sono state oggetto, la scorsa estate, di un bando comunale in un'ottica di rilancio occupazionale e turistico.

A distanza di quasi cinque mesi, tuttavia, le due ex stazioni non hanno ancora trovato un gestore che le voglia restaurare ed aprirvi un ristorante con annesso infopoint a disposizione della pista ciclopedonale (nel caso della stazione di piazza Granelli), dove poter attivare anche il servizio di noleggio bici e uno spazio per piccoli lavori di manutenzione, anche “fai da te”, per i cicloamatori di passaggio.

Dal 1906, anno di costruzione della ferrovia, al 1967, anno di chiusura, le due stazioni di San Pellegrino Terme fungevano da crocevia per i treni che arrivavano e partivano da Bergamo a Piazza Brembana e viceversa.

I due edifici sono situati a pochi minuti dal centro storico e vicine ai parcheggi per le auto (a pagamento quello multipiano e quello utilizzato anche come piazzale del mercato). Le due ex stazioni sono, però, attualmente chiuse: quella di piazza Granelli da un anno (fino al 2017 ha ospitato una pizzeria) e quella di piazza Rosmini da cinque.

Dovrebbero essere concesse al futuro gestore per 30 anni: il canone minimo annuo per piazza Granelli è di 10 mila euro per i primi 15 anni e di 20 mila euro per i restanti anni; per piazza Rosmini, invece, il canone minimo annuo chiesto dal Comune era di 15 mila euro per i primi 15 anni e 12 mila euro per i restanti. Inoltre, per la ristrutturazione dell’ex stazione di piazza Granelli si è preventivata una spesa di circa 500 mila euro, mentre per quella di piazza Rosmini la spesa è di circa 375 mila euro.

Su richiesta del Demanio, nei giorni scorsi il Comune ha svolto dei lavori alla stazione di piazza Rosmini, demolendo una tettoia e diverse parti che erano state aggiunte all’originario stile liberty. L’Amministrazione comunale, prima di istituire il primo bando, conclusosi poi in un nulla di fatto, aveva pubblicato due avvisi per la ricerca di manifestazioni di interesse per i due edifici.

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