Sciarpa si incastra tra gli ingranaggi, operaia muore: ATS Bergamo ''Attenzione agli indumenti''

Redazione 26/03/2019 1 commenti

Questa mattina 26 marzo 2019, intorno alle ore 10,  presso l'azienda Tappetificio Radici di Cazzano S.Andrea, via Cavalier Radici 1, una lavoratrice residente a Vertova è deceduta per strangolamento causato dalla sciarpa che indossava al collo che si è impigliata nei cilindri di un macchinario per la fabbricazione di tessuti per tappeti. 

Da una prima ricostruzione ( non essendoci testimoni diretti) sembra che la signora sia salita su un'apposita scaletta per controllare da vicino il tessuto e nell'avvicinarsi ai cilindri in movimento la sciarpetta si  sia  impigliata, soffocandola. E' stata rinvenuta da collega che ha tagliato la sciarpa e fatto intervenire AREU che ha tentato invano di rianimarla. Sul posto personale tecnico dell'Ufficio  Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell' ATS, sede di Albino, per l'inchiesta, oltre ai Carabinieri di Fiorano che, sentito il Magistrato, hanno provveduto al sequestro del macchinario e della documentazione sulla sicurezza aziendale.

Commento del dott. Sergio Piazzolla, Responsabile Area Specialistica Igiene e Sicurezza del Lavoro  - Ufficio Direzione UOS Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS di Bergamo:

“Purtroppo l'abbigliamento dei lavoratori può essere causa di infortuni sul lavoro, che a priori sembrerebbero  inaspettati: spesso infatti non si avverte la pericolosità di ciò che si indossa, che può interagire con l'ambiente lavorativo, sia meccanicamente che come infiammabilità o conduzione elettrica. Per questi motivi si raccomanda che le divise, le tute e comunque gli indumenti dei lavoratori siano quanto più aderenti alla persona, evitando maniche larghe, parti sporgenti o svolazzanti di accessori come cinture, sciarpe, foulards,   oltre che collane, monili  e simili. Persino i capelli andrebbero tenuti  ben raccolti durante certe operazioni. Può capitare infatti che quando il lavoratore si trovi in stretta vicinanza o a contatto con parti del macchinario in movimento o in presa, qualche lembo dell'abbigliamento possa essere  agganciato da parti sporgenti e tirato con forza, causando  ferite, traumi agli arti  o strangolamenti di grave entità proprio a causa della potenza del macchinario dal quale non  ci si riesce  poi a sganciare. Lo stesso discorso vale per possibili inneschi di incendio ed episodi di folgorazione elettrica attivati da accessori di abbigliamento. Si tratta di adottare precauzioni e stili  di  prevenzione che sembrerebbero eccessivi ma che le aziende devono comunicare, pretendere e far rispettare nell'interesse dell'incolumità dei loro lavoratori”

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COMMENTI

Luca 27/03/2019

Le aziende oltre a pretendere un abbigliamento idoneo dovrebbero investire in sicurezza e prevenzione. Le attrezzature, per legge, devono essere aggiornate tecnicamente, oppure sostituite con altre più sicure. I lavoratori non possono entrare in contatto con parti in movimento, che siano vestiti con abiti aderenti o meno. Se una povera donna ha perso la vita per una banalità simile, vuol dire che probabilmente ci sono forti carenze a livelli di prevenzione e protezione all'interno dell'azienda.

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