Simone Moro si prepara al recupero degli alpinisti sul Nanga Parbat: ''tecnicamente possibile''

Eleonora Busi 12/03/2019 0 commenti

Dopo il tragico evento della scomparsa dei due alpinisti Daniele Nardi e Tom Ballard sul monte Nanga Parbat che ha sconvolto il mondo intero, Simone Moro ha comunicato tramite un'intervista al Corriere del Trentino di stare lavorando insieme ad Alex Txikon ad un intervento di recupero dei corpi dei due alpinisti.

“Tecnicamente possibile”: questo ha dichiarato l'alpinista bergamasco circa la possibilità di un intervento di recupero dei due corpi, trovati a circa 6.000 metri sullo Sperone Mummery lungo la parete Diamir dalla squadra di ricerca guidata dall'alpinista Alex Txikon. "Confrontandomi con chi era impegnato - ha dichiarato Simone - mi sono fatto l’idea che sia tecnicamente fattibile e quindi mi sto preparando, per farmi trovare pronto nell'eventualità che si decida di procedere".

Nell'intervista, si parla anche della causa della morte dei giovani alpinisti, che ancora non è stata confermata. I due alpinisti, infatti, pare avessero attrezzato la via fino ai 6.300 metri, posizionando la tenda al campo 4: da questa ricostruzione, le indiscrezioni parlano di morte per assideramento, ma secondo Moro si tratterebbe invece di un incidente. "Ne ho parlato con Txikon e credo che di incidente si tratti, proprio mentre stavano posizionando delle corde fisse – ha dichiarato l'alpinista bergamasco - Non è possibile capire se in una fase di discesa, dopo avere comunicato la loro posizione, piuttosto che il mattino seguente all'inizio di una salita".

Simone Moro, insieme agli alpinisti Alex Txikon e Alì Sadpara nel 2016 hanno conquistato la vetta del Nanga Parbat, in Pakistan, per la prima volta nella storia durante la stagione invernale attraverso la Kinshofer Route. L'alpinista bergamasco, a tal proposito, rimane fermo sulla propria posizione: “Non ho mai pronunciato la parola suicidio riferendomi al tentativo di Nardi e Ballard – ha precisato - Ho sempre parlato di salita oltremodo pericolosa. Non era certo loro intenzione togliersi la vita.Ma è altrettanto vero che in 125 anni nessuno ha scalato lo Sperone Mummery.”

Per quanto riguarda la missione di soccorso, si attende di avere un quadro completo della situazione prima di dare il via libera. “Una prima richiesta è già arrivata, fino a quando però il quadro non sarà completo con un'esplicita intenzione da parte di tutte le famiglie interessate, la missione di recupero non prenderà corpo".



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