Tram Bergamo-Villa d'Almè: il BIM Bergamo investe 20 milioni di euro

Redazione 23/04/2019 0 commenti

Cifre, previsioni, progetti fanno sorridere i sindaci bergamaschi. Per la precisione, i 127 sindaci che, con i loro Comuni, fanno parte del BIM, il Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e dei fiumi Brembo e Serio, l’ente che ha come scopo lo sviluppo socio-economico delle “terre alte”, grazie alla ridistribuzione sul territorio dei sovracanoni idroelettrici, cioè i proventi derivanti dalle concessioni per lo sfruttamento delle centrali idroelettriche.

Infatti, il BIM Bergamo, ha deciso di investire, fra soldi in arrivo e disponibilità di cassa, oltre 20 milioni di euro per i Comuni delle valli in cui si perimetra il Consorzio BIM (Brembana, Seriana, San Martino, Imagna) e per i Comuni Rivieraschi). Una pioggia di fondi, che non cadono come manna dal cielo, ma che invece rappresentano il frutto di una oculata e attenta gestione delle risorse provenienti dal sovracanone e di una sentenza della Corte di Cassazione, dello scorso ottobre, che, dichiarando legittimo l’articolo 1 comma 137 della L. 228/2012 (legge di stabilità 2013), ha esteso l’obbligo dei pagamenti dei sovracanoni anche alle centrali idroelettriche poste fuori dell’area perimetrata del Bacino Imbrifero Montano, quindi anche ad impianti di derivazione d’acqua situati sopra i 500 metri d’altitudine, abrogando di fatto un privilegio nato temporaneo nel 1953 e durato più di 50 anni.

Questa nuova normativa, chiesta e ottenuta dalla FederBim, porta nelle casse del Consorzio BIM Bergamo 1.912.000 euro all’anno, quindi oltre 11.137.000 di euro per arretrati dal 2013 al 2018, più interessi per più di 78.000 euro. A questi  si aggiungono altri 10 milioni di euro, quale anticipo di disponibilità di cassa, per un “tesoretto” che ammonta ad oltre 20 milioni di euro. 

E qui sta la grande mossa del consiglio direttivo del BIM Bergamo che, per bocca del presidente Carlo Personeni, intervenuto durante la recente assemblea generale annuale, ha annunciato di investire questo “tesoretto” su grandi opere di interesse pubblico: 20 milioni per la TEB Bergamo-Villa d’Almè (ricordiamo che l'intero progetto ha un costo di circa 145 milioni di euro) e la viabilità della Valle Seriana e 1.137.000 euro per opere nelle zone non direttamente coinvolte dai due grossi progetti, cioè parte della Val San Martino e Comuni Rivieraschi.

“Vogliamo lasciare un segno tangibile del nostro operato – ha affermato il presidente di BIM Bergamo Carlo PersoneniQueste due opere possono contribuire in modo concreto allo sviluppo delle zone direttamente coinvolte, ma anche delle valli limitrofe. Tutti ne trarranno beneficio: in primis, i Comuni interessati, il Comune di Bergamo e la stessa provincia di Bergamo, che avranno a disposizione un rinnovato e più efficiente sistema di comunicazioni, a vantaggio delle imprese, dei lavoratori e degli studenti, ma anche dei turisti”.

“Il Consiglio Direttivo del BIM Bergamo crede molto in questa operazione – ha aggiunto Carlo Personeni – I soldi ci sono, sono pronti sul tavolo; spetta ora al territorio creare le condizioni per sfruttarli, definendo progettualità e politiche di intervento, che dovranno essere condivise e concertate con le amministrazioni locali. Le risorse a fondo perduto stanziate dal BIM dal 2016 al 2018, un “pacchetto” di 8 milioni di euro, al 31 dicembre 2018 erano state sfruttate solo per la metà: 3,9 milioni di euro, pari al 49,63%. Nello specifico, C.M. Valle Brembana 53,98%, C.M. Valle Seriana 44,64%, C.M. Valle Imagna 47,44%, C.M. Lario Or. Valle S. Martino  61,09%, Comuni Rivieraschi 41,84%”.

Uno sguardo complessivo agli investimenti nel 2018

Come fondo di rotazione, sono stati stanziati 6 milioni e 300.000 euro, di cui 3 milioni e 100.000 euro sono già stati erogati e 3 milioni e 200.000 euro sono stati impegnati. A fondo perduto, invece, sono stati erogati 2 milioni e 950.000 euro: di questi, 1 milione per la Val Brembana, 760.000 euro per la Val Seriana, 330.000 euro per la Valle Imagna, 200.000 euro per la Val San Martino e 160.000 euro per i Comuni Rivieraschi; e, per altre voci, altri 500.000 euro: 400.000 euro per i Comuni e 100.000 euro per enti vari. Nel complesso, a fondo perduto, la cifra ragguardevole di 2 milioni e 950.000 euro. 
Riassumendo, nel 2018, fra fondo di rotazione e fondo perduto, il Consorzio BIM del Lago di Como e dei fiumi Brembo e Serio ha veicolato 9 milioni e 250.000 euro.

Contributi a fondo perduto per frane e smottamenti

Nel 2018, il Consorzio BIM ha erogato a fondo perduto ben 219.515,40 euro, questo in particolare per sostenere i Comuni a coprire la differenza, pari al 20%, che la Regione Lombardia non eroga. Lo scorso anno è stata fatta una mozione alla Regione Lombardia per chiedere l’aumento del contributo regionale al 100% ai Comuni fino a 5.000 abitanti. 

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