Treviolo-Paladina, lavori a rilento: otto mesi di ritardo e i costi aumentano

Alessandra Filippi 07/01/2019 1 commenti

I lavori della Tangenziale Sud di Bergamo nel tratto Treviolo-Paladina (cominciati più di un anno fa) procedono a rilento: sui due anni di lavoro inizialmente previsti si aggiungeranno altri otto mesi di ritardo, portando in questo modo al possibile raddoppio del costo iniziale.

L'opera, secondo le previsioni, dovrebbe essere pronta l'1 marzo 2020, ma ciò che è stato attualmente completato è solo il 22% dell'intervento viabilistico. Molti sono i problemi che sembrano cogliere impreparati gli operai addetti ai lavori: sotto il manto stradale corrono tubi del gas, reti idriche, cavi elettrici e fogne che man mano devono essere spostati.

L’impresa Vitali di Cisano, che ha ereditato l’appalto da 21 milioni di euro dalla Fabiani di Dalmine, non si aspettava questi incidenti di percorso e Michele Comi, responsabile di commessa dell’azienda, spiega così la situazione ai colleghi de Il Corriere della Sera: "Devi fare uno scavo di mille metri e dopo cento ti fermi perché trovi un cavo, allora devi scoprire di chi è e chi deve spostarlo. Risultato: abbiamo lavorato a macchia di leopardo, ci sono pezzi di cantiere realizzati qua e là e dovremo poi collegarli".

Il progetto iniziale suddivideva i 5 chilometri di strada in due sezioni: si sarebbero dovuti risolvere per prima cosa i 3,2 chilometri di riqualificazione e ampliamento tra Treviolo e Mozzo, in seguito gli 1,8 chilometri (la parte più complessa) di Paladina. La Vitali è però ferma nella prima parte di percorso.

L’impresa e Uniacque, che possiede diversi impianti da spostare, puntano il dito contro la Provincia che, in quanto stazione appaltante, avrebbe dovuto risolvere questi problemi prima di dare in consegna il cantiere. Secondo l’ente territoriale, invece, verificare se ci sono sottoservizi, dove sono e come spostarli, non è compito della parte politica, ma di chi ha fatto il progetto.

Nel mentre, la Vitali ogni giorno calcola circa 15 mila euro di costi non previsti. Inoltre, iscrivendo riserve per 21 milioni di euro, potrebbe richiedere tale somma alla Provincia a causa dell’aumento delle spese rispetto all’appalto originale del 2012 e dei problemi riscontrati.

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COMMENTI

cecilia 10/01/2019

che articolo interessante!!!

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