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Sgarbi a Rota Imagna per presentare un dipinto del nonno di Quarenghi

Roberta Bennato 04/08/2017 0 commenti

Il 9 agosto a partire dalle 21, presso la chiesa di San Siro (non nel piazzale delle scuole come precedentemente annunciato, causa maltempo) di Rota Imagna si terrà la manifestazione “Rota Imagna in un dipinto”, un evento culturale importante per chi voglia conoscere meglio la storia della Valle Imagna e dei suoi abitanti di ieri e di oggi. Verranno presentate una raccolta della corrispondenza di Giacomo Quarenghi, il celebre architetto nato nel XVIII secolo a Rota Imagna, edita a cura del Centro Studi Valle Imagna, e una pala (dipinto d'altare di un'immagine religiosa) recentemente restaurata dipinta dal pittore Francesco Quarenghi, nonno dell’architetto, che verrà presentata dal famoso critico d’arte Vittorio Sgarbi.

“Come comune di Rota Imagna – spiega il sindaco Giovanni Locatelli - abbiamo vinto un bando della Fondazione Comunità Bergamasca per il restauro della pala di Francesco Quarenghi, nonno del più famoso Giacomo, che abbiamo quindi restaurato proprio in coincidenza del bicentenario della scomparsa dell’architetto valdimagnino. La pala di Francesco Quarenghi appartiene alla parrocchia di Rota Imagna: durante la serata del 9 agosto verrà presentata al pubblico rinnovata dal restauro e poi verrà riportata nella chiesa di San Siro, dove si potrà continuare ad ammirare nella sua collocazione originaria.”

La presentazione dell’opera d’arte verrà accompagnata dal commento di Vittorio Sgarbi, personaggio noto agli amanti della cultura e non solo: “L’idea di invitare Sgarbi è del comune di Rota Imagna e della sua amministrazione: il programma prevede che il critico presenti la pala di Francesco Quarenghi e sicuramente saprà parlare al meglio dei personaggi rappresentati nel dipinto. L’intervento di Sgarbi in questa presentazione è opportuno perché si sta parlando di cultura, e il nostro intento è proprio quello di dedicare una serata alla cultura e all’arte della nostra valle.”

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La pala di Francesco Quarenghi, da poco restaurata 

Giacomo Quarenghi e le sue origini valdimagnine

Lo scopo della serata è anche sottolineare quanto siano profonde le radici valdimagnine dell’architetto Quarenghi: sono tanti gli indizi che mostrano chiaramente la sua appartenenza a questa terra, innanzitutto nei numerosi legami della sua famiglia con diversi paesi della Valle. “In Valle Imagna ci sono molti dipinti di Francesco Quarenghi, nonno dell’architetto: ce ne sono a Sant’Omobono, a Valsecca, parecchi a Fuipiano, abbiamo anche un’intera Via Crucis. Dico questo anche per sottolineare che davvero Giacomo Quarenghi era di qua. Si dice spesso che sia nato a Rota quasi per caso, ma non è così: il nonno era di Rota, la nonna era addirittura nativa di Valsecca, lui stesso è stato battezzato nella chiesa di San Siro e vien da pensare che se fosse stato di Bergamo l’avrebbero invece battezzato lì, in città. Oltre che architetto, anche Giacomo era un pittore come il nonno e in un suo dipinto ha rappresentato la Cornabusa, punto di aggregazione importante per i valdimagnini oggi come allora: Giacomo, dalla lontana San Pietroburgo, ha pensato alla Madonna della Cornabusa, l’ha immaginata e l’ha dipinta. Ha rappresentato anche la sua casa natale di Rota Imagna, nella località di Capiatone, chiamandola in francese ‘ma maison’. Questi sono tutti segni che ci permettono di dire che Giacomo Quarenghi è ‘nostro’, è stato davvero un valdimagnino.”

Quarenghi è certamente un vanto per la storia e la cultura della valle ma anche un valido grimaldello per il rilancio turistico, come dimostra il buon successo delle tante iniziative in suo nome: “Certamente parlare di Quarenghi è di aiuto al turismo culturale ed è anche un’occasione per ricordare al mondo l’unicità della Valle Imagna. Le iniziative per ricordare l’anniversario della morte di Quarenghi sono state davvero tante, per esempio ricordiamo il Galà della Torta Giacomo Quarenghi, la Spring School questa primavera con i ragazzi di diverse scuole superiori, e diversi progetti per valorizzare la frazione di Capiatone. Dulcis in fundo, l’amministrazione di Rota vorrebbe creare un Famedio nella torre campanaria di Rota Imagna, cioè un luogo dove vengano annoverati i nomi dei personaggi importanti del paese, come quello che esiste già a Bergamo e in cui è stato inserito proprio quest’anno anche il nome del nostro Quarenghi. Per portare avanti questo progetto abbiamo già partecipato a due bandi, purtroppo persi, ma non ci si scoraggia, si persegue sempre questa strada perché anche questo è un obiettivo importante.”

La Valle Imagna è conosciuta soprattutto per le sue bellezze naturali, ma serate come quella del 9 agosto vogliono mostrare anche l’importanza culturale del territorio, nella speranza che anche in futuro ci sia chi sarà in grado di portare alto il nome della valle nel mondo, come si augura in conclusione il sindaco Locatelli: “Guardando alla nostra storia, non si può non notare che la Valle imagna sforna personaggi importanti: oltre ai Quarenghi penso, ad esempio, al pittore Antonio Sibella o al vescovo Locatelli - e speriamo che anche nel futuro ci siano eccellenze che sappiano ripercorrere i passi di personaggi come Giacomo Quarenghi.”

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