Pensione di Cittadinanza, in Bergamasca solo al 2% dei pensionati poveri

Redazione 31/08/2019 0 commenti

Tra città e provincia, Bergamo conta più di 250mila pensionati sopra i 67 anni. Di questi, quasi 50 mila percepiscono un assegno inferiore ai 500€.Per questo lascia un po’ spiazzati il dato rilevato alla data del 17 luglio scorso, che fissa in 1100 il numero delle persone che percepiranno la Pensione di Cittadinanza, con una media di trattamento di 185, 24 € al mese”.

La pensione di cittadinanza, infatti,  arriva a 995 nuclei famigliari in bergamasca (tutti componenti devono avere età pari o superiore a 67 anni), di cui il 90% circa è cittadino italiano. A rivelarlo è un report dell’Osservatorio statistico nazionale su Reddito e Pensione di cittadinanza che raccoglie i dati da marzo a luglio 2019, primi mesi di applicazione del reddito e della pensione di cittadinanza. La relazione segnala che i bergamaschi percepiscono un trattamento pensionistico di 50 euro superiore ai valdostani e di 40 inferiore ai genovesi. “La condizione della casa di proprietà è un elemento determinante per i nostri pensionati: qui acquistare il proprio appartamento fa parte del DNA e questo implica una caduta delle possibilità di accesso alla misura, anche se la situazione reddituale del nucleo familiare non sarebbe propriamente florida”.

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Giacomo Meloni, segretario FNP CISL Bergamo, non trova tanti aspetti positivi nella misura. “È una misura insufficiente a intervenire sulla povertà, le persone coinvolte sono solo il 2 % di quelle effettivamente bisognose. La pensione di cittadinanza ha raggiunto anziani che vivono da soli, per la maggior parte vedove, che sono sulla soglia della povertà. Ma l’intero provvedimento rischia di essere una dispersione di risorse. Meglio sarebbe intervenire con una riforma fiscale strutturale e nel segno dell’equità, capace di ampliare i diritti fiscali agli incapienti. Per molti anziani i costi sanitari costituiscono una voce di spesa importante, che a volte prosciuga l’intero reddito. Ma chi è nella no tax area non li può detrarre: è un’ingiustizia che denunciamo da tempo”.

“Ad oggi purtroppo non ci rimane che ribadire quanto già detto in altre occasioni – continua il segretario FNP - e cioè che, anche alla luce dei dati ad oggi in possesso, la povertà assoluta è ancora molto lontana dall’essere sconfitta. L’auspicio è che prossimamente , da parte della politica e del futuro Governo ci sia l’attenzione e l’umiltà di affrontare un tema così delicato come la povertà e il disagio sociale, confrontandosi e misurandosi con le proposte già presentate dall’Alleanza contro la povertà, di cui il sindacato confederale fa parte, compreso il riconoscimento del RDC e PDC alle persone senza fissa dimora, realtà in cui si concentrano le situazioni di maggiore disagio”.

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