Quota 100, in Bergamasca a rischio i servizi nei piccoli Comuni

Redazione 05/08/2019 0 commenti

In Bergamasca, a fine luglio, sono pervenute 2418 domande di pensionamento con i parametri di quota 100. “Per il futuro – dicono dall’INPS provinciale - non è possibile fare previsioni, anche se riteniamo che ormai il flusso maggiore di domande sia pervenuto”.

Di queste, quasi 400 riguardano dipendenti pubblici, scuola esclusa (che da sola ne conteggia oltre 600) che con il mese di agosto inizieranno a lasciare sportelli di anagrafe, corsie di ospedali, asili nido, biblioteche…. Il numero dei pensionamenti dei lavoratori pubblici, aumenterà notevolmente nel mese di settembre, quando oltre alle uscite già previste dalla scuola, altri 258 lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche accederanno alla pensione. E queste sono domande sicure, già verificate ed approvate dall’Inps, e adesso anche agevolate dai primi accordi relativi al pagamento del TFR.

Quel che succederà, appena scatteranno le pensioni anticipate, finirà per aggravare ulteriormente le condizioni degli enti pubblici, quelli locali in particolar modo.  “Che questa misura avrebbe complicato l’azione delle amministrazioni pubbliche è stato chiaro da subito - sottolinea Francesco Corna, segretario generale CISL -.  Già da due anni si sapeva che nell’arco del quinquennio in corso buona parte dei dipendenti pubblici sarebbero andati  in pensione. Per risolvere questa emergenza bisogna stabilizzare subito i precari della pubblica amministrazione, utilizzando le graduatorie già stilate e chiamando in servizio chi è idoneo”.

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Un’economia avanzata ha bisogno di una pubblica amministrazione efficiente – conclude il numero uno di via Carnovali. La mancanza cronica di personale in ogni settore non può essere sempre tamponata con la disponibilità dei pochi rimasti. Occorre rilanciare l’amministrazione pubblica con l’inserimento di giovani preparati: è interesse di tutti i cittadini, delle imprese e dell’intero paese”.

Oltre al “pericolo Quota 100”, la P.A. bergamasca deve fare i conti anche l’età media del personale piuttosto elevata.
“L’ultima grande ondata di assunzioni nella pubblica amministrazione risale agli anni Ottanta e per questo l’età media dei lavoratori comincia a essere piuttosto alta. Per molti – dicono in CISL FP – il reclutamento è avvenuto con una prova alla macchina da scrivere. Ora bisogna pensare a un profondo ringiovanimento delle strutture. Per fortuna, la realtà provinciale bergamasca è una di quelle virtuose, per cui gli enti locali potranno muoversi per sostituire il personale che lascia per raggiunti limiti di età. Rimane comunque il fatto che la bergamasca è la provincia con il minor numero di dipendenti  pubblici in relazione agli abitanti e questo potrà sicuramente comportare disagi nel momento del cambio del personale”.

Questo soprattutto nei paesi, dove molti servizi si reggono sul lavoro di un solo impiegato, e dove il comune può pensare alla sostituzione soltanto dopo che il posto rimanga vacante. A Bergamo città, il comune si è invece mosso con anticipo, bandendo concorsi prima del 31 dicembre 2018, data che ha cambiato le regole di utilizzo delle graduatorie, impedendone lo scorrimento una volta coperti i posti banditi, e quindi ha disponibilità di persone da reclutare per i 55 dipendenti che andranno in pensione nel biennio 2019/2020 (di queste 15 con “quota 100”).

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