Sanità, addio al superticket per 600 mila bergamaschi: vale 7 milioni di euro

Redazione 25/10/2019 0 commenti

Secondo la rilevazione della Corte dei Conti, a testa ogni lombardo nel 2018 ha speso per la compartecipazione delle spese per le prestazioni sanitarie poco più di 21€. Di questa cifra, un terzo circa riguarderebbe il superticket. Una somma che a Bergamo corrisponderebbe a circa 7 milioni di euro l’anno, e che dal prossimo settembre nessuno, in provincia, come in Italia, dovrà più pagare.

Cade infatti il 20 settembre del 2020 la data per l’abolizione del superticket così come deciso dal Governo nell’approvazione della legge di bilancio. Una disposizione che le Regioni avevano applicato a macchia di leopardo e che in Lombardia aumentava di 15 euro ogni spesa per la prenotazione di visite o esami specialistici. Per la Bergamasca, oltre 600.000 cittadini beneficeranno di questa manovra, dopo che per anni ne aveva usufruito “solo” il 32% dei contribuenti.

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“Intendiamoci: 15 euro in meno di balzello sulle spese sanitarie sono un bel “regalo”. Ma ritenere così superati i problemi della sanità ci passa….le liste d’attesa rimangono ostacoli altissimi per tante famiglie, e chi può superarli deve mettere in conto ben più dei 15 euro di tassa sulla salute che tra un anno verrà abolita”. 

Mario Gatti, segretario CISL Bergamo aspetta con ansia le nuove “contromisure” che il governo intende mettere in atto con i due miliardi stanziati per la sanità. “Negli anni, il gettito del superticket in Lombardia ha visto una progressiva riduzione, e questo dato indica uno spostamento della domanda verso il privato, sicuramente più̀ concorrenziale per le fasce di reddito più̀ elevate. Il “pubblico” - conclude il segretario CISL - deve riconquistare fiducia e utenza, e questo avviene anche riequilibrando la concorrenza con il privato, ridando fiato alle assunzioni del personale e riqualificando i servizi”.

“Una revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria a carico degli assistiti al fine di promuovere maggiore equità nell’accesso alle cure –è quello che chiede Caterina Delasa, segretaria generale FNP CISL provinciale - , oltre a una legge nazionale sulla non autosufficienza. Il superticket sanitario è una tassa che i pazienti pagano su ogni richiesta di prestazioni diagnostiche e specialistiche, in aggiunta rispetto alle misure eventualmente già vigenti. Non esiste esenzione in base all’età, ma solo al reddito. Per noi la priorità assoluta è stata sempre la stessa: abolire un balzello ingiusto che aumenta discriminazioni e diseguaglianze e nega a tanti l’accesso alle cure. Sono ottimista che si possa finalmente superare in via definitiva".

"In sanità - conclude Delasa - la spesa diretta delle famiglie è pari al 26% , il 10% in più rispetto a Francia e Germania che hanno esteso la copertura pubblica. Abbiamo centinaia di migliaia di residenti che pagano prestazioni essenziali, e in gran parte sono anziani e malati cronici. Vogliamo che il superticket sia solo un brutto ricordo del passato”.

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