Transumanza patrimonio Unesco? Si decide in questi giorni

Questa è la settimana decisiva per la transumanza in chiave Unesco. Si riunirà infatti oggi, lunedì 9 dicembre, a Bogotà in Colombia, il Comitato Mondiale dell'Unesco.
9 Dicembre 2019

Questa è la settimana decisiva per la transumanza in chiave Unesco. Si riunirà infatti oggi, lunedì 9 dicembre, a Bogotà in Colombia, il Comitato Mondiale dell'Unesco, che deciderà se includere o meno la pratica della migrazione stagionale dei pastori – brembani e valdimagnini compresi, ovviamente – nella Lista dei Patrimoni Culturali Immateriali Mondiali dell'Umanità.

La transumanza, ovvero il trasferimento delle mandrie o delle greggi verso i pascoli di montagna nella stagione estiva, e verso i pascoli a valle, nella stagione invernale (che in Valle Brembana e Imagna conosciamo molto bene). La proposta è stata portata avanti dal governo italiano – capofila insieme a Grecia e Austria – e presentata e formalizzata a Parigi il 27 marzo 2018.

A decidere saranno i delegati di 24 Stati: Armenia, Austria, Azerbaijan, Cameroon, Cina, Colombia, Cuba, Cipro, Djibouti, Guatemala, Giamaica, Giappone, Kazakhstan, Kuwait, Libano, Mauritius, Olanda, Palestina, Filippine, Polonia, Senegal, Sri Lanka, Togo e Zambia. 

L'idea di candidare la transumanza è partita nel 2015 su iniziativa di un gruppo di azione locale del Molise, che ha chiamato a raccolta tutti i pastori transumanti locali, a cui di seguito hanno risposto anche i colleghi di Campania, Lazio, Puglia e Abruzzo.

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