Ilaria, la stellina zognese dello sci più forte degli infortuni

Giovane, in gamba e una vera giovane stella dello sci brembano: è Ilaria Ghisalberti, 18 anni di Zogno. Fra un libro di scuola e una sciata si è portata a casa diversi ori e anche, recentemente, l'accesso alla Squadra Nazionale.
18 Giugno 2019

Giovane, in gamba e una vera giovane stella dello sci brembano: è Ilaria Ghisalberti, 18 anni di Zogno che – nonostante la giovane età – può vantare già diversi traguardi nella sua carriera. Fra un libro di scuola e una sciata, Ilaria frequenta infatti il liceo scientifico delle scienze applicate ed è ora in attesa dell'esame di Maturità, si è portata a casa diversi ori e anche, recentemente, l'accesso alla Squadra Nazionale.

La sua passione nasce fin da piccolissima, a 4 anni, quando i genitori appassionati di montagna portavano la sorella più grande in alta quota per sciare. Il suo sogno prende forma sulle vette dell'alta Valle Brembana e non solo, in un continuo crescendo che l'hanno portata dallo Sci Club Zogno alla squadra della Guardia di Finanza. Abbiamo parlato di successi, ma ce n'è uno di cui Ilaria va particolarmente orgogliosa: è la vittoria del Campionato Italiano nel 2016. “Quell'estate avevo subito un infortunio, per cui sia io che il mio allenatore pensavamo di non riuscire a gareggiare per la stagione – ricorda la ragazza – Invece ho rimesso gli sci a dicembre e a marzo ho vinto gli italiani. È stato bello sia per me che per lui, anche perché le condizioni quel giorno erano molto critiche e venendo da un infortunio è stato difficile affrontare la gara”.

Recentemente, la giovane ha fatto il suo ingresso nella Squadra Nazionale per la prima volta nella sua carriera. Un primo, importante step verso traguardi più alti come – ad esempio – le gare in Coppa Europa. Per accedere, Ilaria ha dovuto dare il meglio di sé e scalare una classifica contro temibili avversarie che puntavano allo stesso obiettivo. “Era una cosa a cui tenevo molto e a cui avevo lavorato anche lo scorso anno, senza però riuscirci – racconta la giovane sciatrice – Quest'anno ci eravamo prefissati di vincere la classifica, ma ho vissuto molto serenamente la stagione: non ho mai pensato alla vittoria in sé. È stata una bella emozione, perché mi sono tolta come un peso tutte le pressioni e sono riuscita a gareggiare serena, solo per me e per nessun altro. Per questo piccolo, grande risultato devo ringraziare la mia famiglia, che mi è stata vicina anche nei momenti duri e mi ha sempre sostenuto, il mio allenatore Alain Pini e il mio preparatore atletico Matteo Artina che mi ha saputo rimettere in pista nel migliore dei modi”.

Serenità e tranquillità, dopo una difficile estate che ha spinto la giovane sul punto di mollare tutto a causa di una serie di infortuni, lussazioni e la frattura di una tibia. “Ho pensato di mollare perché era un momento critico della mia carriera e pensavo 'o entro in nazionale adesso, oppure è andata' – spiega Ilaria – Vedevo tutti allenarsi mentre io dovevo restare a casa, ferma dopo due operazioni e mi chiedevo se ne valesse davvero la pena. Poi un giorno mi sono chiesta 'riusciresti ad accettare, tra qualche anno, di vedere un'altra persona al posto tuo in televisione?'. La risposta è stata: assolutamente no! Quindi ho tenuto duro e devo ringraziare anche i miei amici per questo, che mi sono stati vicini in questi momenti”.

Una vera passione, forte e radicata nel suo giovane animo e consolidata nella consapevolezza del fatto che “lo sci è tutta la mia vita”: una vita che, come la neve fresca, a volte ti fa affondare nel suo gelo, ma che allo stesso tempo si scioglie con il primo sole di primavera. “La cosa più bella in assoluto di questo sport è il momento prima di partire, quando entri al cancelletto e ascolti il conto alla rovescia, silenzio intorno, senti solo quel 'bip'… In quel momento sei solo contro il tempo e provi un’emozione unica e indescrivibile, perché dietro quel minuto in cui io gareggio ci sta tutta la mia vita: le mie trasferte, tutte le fatiche, le amicizie, i mattoncini che appoggio giorno dopo giorno per costruire quella gara di un singolo minuto – conclude la giovane – Le persone, tutto questo, non lo vedono ma dentro di me so quello che faccio e mi piace vedere quel piccolo lasso di tempo come una cosa che mi devo godere appieno, senza pensare ai giudizi degli altri. È questo che mi piace: il pubblico vede solo la performance, ma tu vedi tutto il mondo che ci sta dietro”.

(Fonte Immagine: Race Ski Magazine)

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