Itinerari fra arte, gusto e fede - Valle Brunone, dove la Terra si racconta

Michela Offredi 31/08/2018

I dinosauri in Valle Imagna? Forse no, eppure c’è un luogo nella nostra vallata che porta con la mente a quegli scenari. Basta passeggiare all’interno del Monumento naturale della Valle Brunone (nel territorio del Comune di Berbenno, in località Ponte Giurino) per rileggere una storia che va indietro di oltre 200 milioni di anni.

Nel Triassico superiore Bergamo e la sua provincia erano molto diversi da come si presentano ora, in quanto situati a latitudini vicine ai tropici. Era un po’ come trovarsi ai Caraibi: immaginate una grande distesa di acqua calda e poco profonda (Mar di Tethys), intervallata da alcuni isolotti sparsi qua e là. Il mare era ricchissimo di diverse specie di molluschi (alcuni estinti come le ammoniti), di coralli, di rettili marini e di pesci. Le terre emerse erano popolate da piccoli rettili per lo più arboricoli mentre nel cielo volavano numerosi insetti ma anche i famosi pterosauri che planavano verso l’acqua alla ricerca di cibo. Come conosciamo tutto questo? Attraverso lo studio dei fossili che consente di ricostruire l’ambiente e il paesaggio che un tempo caratterizzavano il nostro territorio, nonché gli organismi viventi che lo abitavano. 

Un luogo noto in tutto il mondo

Fra i siti paleontologici della Bergamasca quello di Ponte Giurino è prezioso e i suoi affioramenti di argilliti nere a granulometria fine, ben stratificate e laminate conservano una ricca fauna fossile comprendente rettili, crostacei e insetti. Fra questi spiccano l’Eudimorphodon ranzii, un rettile volante che conserva tracce di peluria su una membrana alare; tra le varie specie di pesci vi è l’ Annaichthys Pontegiurinensis, che è un genere nuovo e una specie nuova; la parte terminale della coda di un Fitosauro, simile al coccodrillo, come l'esemplare che si trova al Museo di Bergamo che raggiunge ben 4 metri di lunghezza, e ovviamente l’Italophlebia gervasuttii, lo spettacolare esemplare completo di libellula (pensate che sono ancora visibili le nervature delle sottili ali!) che è divenuto il simbolo del Monumento naturale della Valle Brunone.

A contatto con la natura

Per ammirare questi tesori è necessario recarsi al Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo “E. Caffi”, ma per preparare la visita o semplicemente per assaporare un clima d’altri tempi è sufficiente accedere al sito di Ponte Giurino che offre, fra l’altro, la possibilità di fare piacevoli escursioni. All’interno, lungo i percorsi tracciati, vi sono panchine, tavoli e pannelli illustrativi per i visitatori.

 L’Italophlebia gervasuttii, la libellula divenuta simbolo della Valle Brunone

Aspettando lautunno

L’area protetta, un bosco misto composto da carpini, faggi, frassini, betulle, roverelle e castagni, acquista un fascino ancora più caratteristico quando il verde dell’estate inizia a far posto alla tavolozza variopinta dell’autunno. Qui, nell’umidità e protetti dall’abbondante fogliame, trovano rifugio diversi rettili, come il ramarro e l’aspide, ma anche anfibi come la salamandra, la rana e il rospo. Si possono inoltre incontrare libellule e ancora caprioli, volpi, tassi e altri mammiferi. Accompagnati dallo scrosciare del torrente che le da’ il nome e dal canto del bosco, e partendo dal campo sportivo, si può raggiungere, in circa un quarto d’ora, l’area delle sorgenti di acqua sulfurea ormai in disuso. Sul finir del sentiero principale e di fianco a una cascatella che forma alla base un limpido specchio d’acqua, si trova un piccolo edificio in muratura che un tempo era la “sala bibita”.

Un famoso ospite

Nel’Ottocento Ponte Giurino aveva una fonte come Sant’Omobono Terme e San Pellegrino Terme e molti vi si recavano per soggiorni curativi. Testimonianze scritte raccontato che sulla strada che conduce a Sant’Omobono si trovava l’albergo Villa che era dotato di ben 40 camere, sei vasche da bagno in marmo, varie sale da pranzo e di lettura. Fra gli ospiti che da qui passarono figura lo scienziato e scrittore Antonio Stoppani nella sua opera Il Bel Paese scrisse: "Ponte Giurino non si mostra nemmeno sulla gran carta dello Stato maggiore austriaco, o almeno non vi si trova al suo posto. Eppure è un sito così bello! Bello, dico, come stazione per godervi il prospetto della Valle Imagna, e come punto di partenza per piacevoli escursioni (...) nella popolosa Lombardia è un loghicciolo, che appena comincia a far capolino nel rumoroso regno della fama per le sue fonti solforose, sorelle ed emule delle celebri fonti di Sant'Omobono, che sgorgano in fondo alla valle. Ma di acque cotali, che là si dicono tanto più buone quanto sono più puzzolenti, voi non volete saperne. Invano vi descriverei il capace e comodo alloggio, il sentiero che conduce alle fonti difeso da ombre impenetrabili al sole di agosto, le rupi ad anfiteatro, e il bosco ove i beventi alternano i lunghi sorsi con le ciarle, coi passeggi, coi giochi (...). Belle cose!”.

Come accedere:

Vari sono i punti di accesso alla Valle Brunone, il più facile è il Percorso A che partendo dalla strada provinciale in prossimità del campo sportivo di Ponte Giurino (ingresso 1) porta alla sorgente sulfurea: è un sentiero di facile percorrenza, ben tracciato, che segue il corso del torrente. I percorsi B e C (dai 30’ minuti il primo a 1,30-2 ore di percorrenza) sono costituiti da una rete di sentieri ad anello che si sviluppano nell’area in mezzo al bosco.

I contatti:

Per informazioni è possibile contattare l’Associazione Amici della Valle Brunone alla pagina facebook o all’indirizzo mail amicidellavallebrunone@gmail.com oppure rivolgersi alla Comunità Montana Valle Imagna o ancora all’Info Point di Sant’Omobono Terme (tel. 035 852613).

La curiosità:

Il monumento naturale della Valle Brunone fa parte della rete Triassico.it che comprende il Museo di Scienze Naturali E. Caffi di Bergamo, il Parco Paleontologico di Cene e il Museo Brembano di Scienze Naturali di San Pellegrino Terme. Dopo la tappa a Ponte Giurino l’invito è a visitare anche gli altri, così come il piccolo ma ricco Museo Civico di Scienze Naturali “Mario Sini” di Villa d’Almé.

L’appuntamento da non perdere:

Domenica 2 settembre tutti i bambini dai 5 ai 10 anni sono invitati a trascorrere un divertente pomeriggio nel bosco. Sono previsti laboratori manuali. Per avere maggiori informazioni è possibile chiamare i numeri 3888779673 oppure 035852613 o ancora scrivere ad amicidellavallebrunone@gmail.com

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