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Suona che ti passa - Sebastiano Mazzoleni, appassionato pianista valdimagnino: Crocevia il primo album

Roberta Bennato 15/01/2018

Parlare di musica oggi significa parlare di una materia che si declina in tante sfumature diverse, tante quante i diversi generi musicali. Se nelle scorse puntate della rubrica abbiamo incontrato musicisti che si ispirano a sonorità contemporanee, questa volta incontriamo Sebastiano Mazzoleni, arruolato tra le file della squadra dei musicisti classici. Classe ’83, residente a Strozza, Sebastiano è un pianista affermato, grazie a tanto impegno e ad una passione precoce per la musica e per lo strumento pianoforte: “Ascolto musica da sempre - racconta Sebastiano -, anche da piccolo appena entravo in casa mettevo le cuffie e accendevo lo stereo. Suonare il flauto, come si usa fare alle scuole elementari, però non mi ha mai appassionato: a quei tempi consideravo la musica solo come attività di ascolto. Poi durante gli anni delle medie ho scoperto il pianoforte, che mi ha da subito ispirato. Così sono cominciati i miei studi, che continuano tutt’oggi”.

La formazione infatti è un impegno perenne per un musicista: “Dopo aver concluso gli esami al Conservatorio di Brescia, ho ultimato gli studi al Trinity College di Londra nel 2011. Il percorso formativo di un pianista è lungo e impegnativo, ma per me è sempre stato un gran piacere suonare ed esercitarmi con costanza. Ancora oggi lo studio dello strumento rimane una grande gioia, infatti scherzosamente io dico che non lavoro: ho questa grande passione per il pianoforte che sono riuscito a far diventare una professione, unendo concerti e dischi all’insegnamento. Credo sia il grande sogno di tutti riuscire a lavorare facendo quello che più piace”.

Ma un pianista con alle spalle tanti anni passati davanti ai tasti, ha un brano che privilegia su tutti suonare?Sono un po’ lunatico sotto questo punto di vista, le mie preferenze variano in base al periodo. Posso dire che, ultimamente, sto studiando le ‘Armonie poetiche e religiose’ di Franz Liszt: sono dei pezzi davvero molto belli, con suoni particolari, molto ispirati dalla religiosità del compositore e dalle poesie che leggeva”.

Fare il pianista di professione significa anche insegnare, soprattutto ai più giovani: suonare uno strumento è oggi come sempre un passatempo che molti ragazzi intraprendono con entusiasmo nonostante l’impegno richiesto; Sebastiano è testimone e guida dei primi approcci musicali di tanti giovani bergamaschi. “Tra i più giovani che si avvicinano alla pratica di uno strumento, il pianoforte e la chitarra sono la scelta più gettonata: sono gli strumenti che vedono di più, i più comuni, e con i quali si possono avere subito dei risultati. Il violino, per esempio, è molto bello, ma prima di arrivare a poter suonare una melodia con esso passano davvero degli anni; con il pianoforte invece la gratificazione è più immediata, anche se poi naturalmente la pratica diventa più complicata”.

Sebastiano Mazzoleni (Facebook)

E i più adulti invece? Come è accolta la musica classica e pianistica dal pubblico bergamasco?

“Tra i più adulti la musica classica è sempre un interesse molto vivo, anche se sicuramente manca ancora un po’ di educazione a questo tipo di musica, che viene spesso vista come difficile o noiosa. In realtà se si inizia a fruirne in maniera graduale, piano piano ci si può fare una cultura e apprezzarla in toto. Sto notando inoltre che, rispetto a qualche anno fa, sta emergendo un forte interesse per i concerti di pianoforte solista, e più in generale una voglia di sentire cose non comuni, particolari, che vadano oltre la solita musica che si sente alla radio”.

Ad aggiungersi alla sua già intensa attività pianistica, a inizio dicembre Sebastiano ha pubblicato il suo primo album, “Crocevia”, che raccoglie esecuzioni di brani del repertorio classico e composizioni originali del musicista valdimagnino. “I brani raccolti nell’album sono in ordine cronologico di composizione: le prime dieci tracce spaziano da Haendel a Haydn a Schumann; ho scelto pezzi molto belli ma allo stesso tempo poco diffusi; ad esempio c’è una sonata in do maggiore di Haydn. che è stato il maestro di Beethoven, che ricalca molto lo stile mozartiano degli inizi. Seguono sei brani miei. Non ho dei riferimenti particolari quando compongo, queste melodie sono un insieme di vari generi: c’è un pezzo che somiglia ad una balera, un altro richiama la musica jazz, alcuni assomigliano a pezzi di musica leggera. Insomma, un vero e proprio mix di generi diversi, più legato al jazz – pop che alla musica classica pura, in cui si può riconoscere qualche atmosfera che ricorda le colonne sonore di certi film”.

Si può avere un assaggio dell’album Crocevia andando sul canale Youtube di Sebastiano, o gustarsi il disco per intero, che è disponibile su Ebay o contattando direttamente Sebastiano al numero 3471371828. Buon ascolto!

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