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Atalanta col fiato corto, 2-2 pericoloso col Sarajevo

Redazione 26/07/2018 0 commenti

L’Atalanta torna ad illuminare (in chiaroscuro) le notti europee dei suoi tifosi, impattando giovedí 26 luglio per 2-2 con l’FK Sarajevo al Mapei Stadium di Reggio Emilia, nell’andata del secondo turno preliminare di Europa League.

L’undici di Gasperini, reduce dalla preparazione svolta nell’amata Rovetta (ritiro amuleto del presidente Antonio Percassi), mostra di aver digerito la disillusione della possibile ammissione diretta ai gironi a scapito del Milan (invece graziato dal TAS ed ora volato negli States a far passerella) mostrando una prestazione autorevole per circa un'ora, ma con non poche ombre alla distanza.  In difesa c'è la collaudata linea che confermando Berisha in porta, trova in Mancini un ideale sostituto di Caldara (vizio del gol compreso, come dimostrato anche nel Bortolotti contro l’Herta Berlino).

A centrocampo  Pessina vince l'iniziale ballottaggio con  Valzania per tenere in caldo il posto del “mondiale” Remo Freuler. L'attacco (orfano di Ilicic rimasto a Bergamo) si basa su un ispirato Musa Barrow, sul collaudato e motivato Papu Gomez e su D'Alessandro, rientrato dal Benevento. L’Atalanta preme subito sull’acceleratore dopo il fischio iniziale dell’ungherese Bognar, convinta di mettere in chiaro che fattore campo e differenza di livello nel ranking UEFA (Atalanta al 92esimo posto, Sarajevo al 293esimo e fresco di sconfitta all’esordio in campionato) non sono semplici fattori statistici.

Il primo pericolo per la porta bosniaca viene da un diagonale di Hateboer dopo uno slalom in area di Gomez. Poi due corner consecutivi di D'Alessandro: sul secondo tiro dalla bandierina Gomez pesca Masiello sul secondo palo, che scodella al centro dell'area piccola per il tocco perentorio di Toloi che sblocca il risultato. Il caldo (con break dissetante a metà tempo) e un paio di colpi subiti da De Roon e Masiello rendono necessario un extra time di tre minuti, al termine del quale, al 48', Mancini raddoppia, insaccando in mischia a pochi metri dalla linea di porta una spizzata di Toloi nata da una punizione di Gomez.

Nella ripresa il ritmo resta sostenuto e l'Atalanta punta al tris, con occasioni ripetute di Barrow (fra i migliori insieme a Pessina), Zapata (subentrato ad un buon D'Alessandro) e Gomez. Al '67 la doccia fredda: ripartenza laterale del Sarajevo con cross al centro girato in gol da Handzic (entrato da poco) colpevolmente lasciato libero di battere un incolpevole Berisha. Cinque minuti dopo, al 72', arriva addirittura il pareggio del Sarajevo, con Sisic, chirurgico nell'insaccare il prezioso suggerimento di Handzic, uomo che ha letteralmente spaccato il match. Il forcing atalantino ha fiato corto ed idee confuse e nell'immediato si spegne in una punizione dal limite di Gomez, fuori di poco.

A 7' minuti dal termine Gasperini getta nella mischia anche Tuminello (al posto di Goosens), proponendolo centrale con Zapata con Gomez e Barrow piú larghi. Ben sette i minuti di recupero dopo il novantesimo, con l'Atalanta trascinata da Gomez nel tentativo di segnare il gol della vittoria. Il pari non si sblocca, nonostante una pioggia di corner e spunti, senza esito. Ora un ritorno difficile in ambiente ostile giovedí 2 agosto a Sarajevo. Due gol subiti in casa e l'incapacità (confermata) di chiudere gli incontri pesano parecchio. Servirà la miglior Atalanta per non spegnere sul nascere il nuovo sogno d'Europa.

(Fonte Immagine Ansa)

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