Atalanta, come cambierà la squadra di Gasperini: analisi del calciomercato nerazzurro

Leandro Rinaldi 12/08/2018 0 commenti

Una settimana all’inizio del campionato, il passaggio del secondo turno preliminare contro l’Hapoel Haifa ormai messo in cassaforte e, soprattutto, tanta voglia di stupire: riparte da qui l’Atalanta 2018/2019, ancora una volta con mister Gasperini al timone. L’estate di calciomercato non è finita, vediamo come si è mossa finora la società di Percassi, senza escludere altri futuri.

DIFESA  - Partendo dalla porta, le novità sono poche: confermato Berisha, Gollini subito dietro scalpita. Sportiello, in rotta con l’ambiente atalantino dalla scorsa estate, si è accasato a Frosinone dopo un’ esperienza in maglia viola. Più movimento in difesa, dove la perdita maggiore è Mattia Caldara, talentuoso difensore già promesso sposo della Juventus (un matrimonio durato davvero poco). Per compensare dentro Mancini, altro giovane visto già l’anno scorso in campionato, con Toloi, Masiello, e Palomino a dare affidabilità a un reparto che non potrà contare su Varnier, classe ’98 arrivato dal Cittadella ma infortunatosi al crociato: il sostituto pare essere Djimsiti, al rientro dal prestito al Benevento, con cui ha giocato 30 partite la scorsa stagione.

CENTROCAMPO - In mezzo al campo, confermata la coppia Freuler- De Roon, con il metronomo svizzero nel ruolo di cardine della squadra, affiancato dal mastino olandese, sempre più idolo dei tifosi. Bryan Cristante, vero bomber lo scorso anno con 9 gol, è volato a Roma, sponda giallorossa, un affare da 30 milioni circa. Per sostituirlo la dirigenza ha puntato su Mario Pasalic, 23 anni, croato,in prestito dal Chelsea con diritto di riscatto a 15 milioni. Dal fisico importante (186 cm per 76 kg), del tipo prediletto da Gasperini, gioca duttilmente in mezzo al campo, anche come trequartista vista la buona tecnica e il tiro da lontano di cui è dotato. Pasalic rappresenta una scommessa, un prospetto potenzialmente molto valido che potrebbe regalare grandi gioie alla squadra, un volta integrato negli schemi, ben oliati, del centrocampo atalantino.

Nello stesso reparto arrivano anche Valzania e Pessina, rispettivamente da Pescara e Spezia. Il secondo ha giocato entrambe le gare del primo turno preliminare di Europa League, lasciando ottime qualità, specie in fase di impostazione: non male per un classe ’97, tra le possibili sorprese della stagione ventura. Spostandoci sugli esterni, si registra la partenza di Spinazzola, altro promesso sposo bianconero. Al suo posto il titolare è Gosens: il tedesco si è messo in luce nella seconda metà dello scorso, con sgroppate chilometriche sulla fascia condite da buone giocate e da un gol contro il Torino. La sua riserva è un volto nuovo, Arkadiusz Reca, polacco acquistato dal Wisla Plock, giocatore ancora tutto da scoprire. Sull’altra fascia la situazione è invariata, Hateboer e Castagne si contendono la maglia da titolare, anche se nelle scorse settimane l’olandese è stato accostato al Siviglia.

ATTACCO - Sul fronte d’attacco si registrano altresì movimenti importanti: saluta Petagna, destinazione SPAL. La grande tenacia e generosità del centravanti triestino non sono bastati ad assicurargli un posto in squadra, data una non-affinità con la rete troppo evidente per un attaccante. Al suo posto, per dare all’Atalanta incisività nell’area di rigore si è puntato su Duvan Zapata, prelevandolo dalla Sampdoria con un prestito di circa 25 milioni in due anni. Si tratta del giocatore più pagato nella storia della Dea: un onere importante per le larghe spalle del colombiano, il quale ha certamente gli strumenti per dare più di una gioia ai tifosi. Alle sue spalle ecco Tumminello, in prestito dalla Roma, Cornelius, che pare in esubero, e soprattutto Musa Barrow. Il gambiano ha realizzato tre goal in campionato la scorsa stagione ed è, in questo momento, l’attaccante titolare. Un prospetto davvero interessante, potenzialmente fortissimo: veloce, attacca spesso la profondità in modo imprevedibile. In Bosnia ha dato bella mostra di sé divenendo il primo giocatore atalantino a segnare una tripletta in una competizione europea. I segnali per una stagione al top ci sono tutti.

Al fianco della punta, come l’anno scorso, Papu Gomez e Ilicic. Il capitano argentino è stato accostato alla Lazio in diverse occasioni, ma per ora sposa il progetto Atalanta con un ruolo di primissimo piano: i due gioielli a Sarajevo sono un’ ottima presentazione per un giocatore davvero dotato tecnicamente. Un altro profilo di altissima caratura tecnica è Josip Ilicic, fuoriclasse sloveno dal mancino che canta calcio di qualità purissima, vero jolly della Dea, con la sua capacità di giocare su tutto il fronte offensivo, offrendo sempre grandi giocate.

Le cessioni non hanno apparentemente mirato il carattere dell’Atalanta, anzi la squadra pare essersi rinforzata nei punti nevralgici: l’obiettivo è continuare a stupore, senza porsi limiti

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