Capitale ORObie: progetto per tutelare il patrimonio naturale, anche in Val Brembana

Eleonora Busi 03/04/2019 0 commenti

Tutela e valorizzazione del patrimonio naturale agropastorale: questo ed altro nel progetto “C.ORO – Capitale Orobie: agroecosistemi biodiversi e interconnessi”, promosso dal capofila Parco delle Orobie Bergamasche, in collaborazione con i Parchi delle Orobie Valtellinesi e della Grigna Settentrinale, la RiservaNaturale Valli di Sant'Antonio, i Parchi locali di interesse sovracomunale di Barzio e del Monte Varro, i comuni di Dossena, Taleggio e Vedeseta e l'Istituto Oikos.

Un progetto di oltre un milione di euro, finanziato per 755 mila euro dalla Fondazione Cariplo attraverso il bando “Capitale Naturale: connessioni ecologiche e servizi ecosistemici per la tutela della biodiversità”. Una iniziativa che prevede tre anni di lavori, avviati già lo scorso autunno, che interessano tutta la catena delle Orobie ed il gruppo montuoso delle Grigne. L'area complessiva copre 2300 chilometri quadrati, pari al 10% dell'intero territorio regionale, nelle province di Lecco, Bergamo, Sondrio e Brescia, per 110 Comuni e 8 Comunità Montane, e il progetto coinvolge tutti i principali istituti di tutela che vi operano: tre parchi regionali, una riserva naturale, numerose zone afferenti a Rete Natura 2000 e due parchi locali di interesse sovracomunale. Per quanto riguarda i paesi della provincia di Bergamo, fra i dieci presi in considerazione spuntano Averara, Dossena, Piazzatorre, Taleggio e Vedeseta.

Siamo orgogliosi di essere partner di un progetto altamente qualificante che coinvolge il nostro e altri territori - spiega il presidente del Parco delle Orobie Valtellinesi Walter Raschetti - per la prima volta si interverrà in maniera sistematica in diverse zone omogenee che necessitano di essere recuperate. Le attività che verranno realizzate consentiranno il ripristino di condizioni ottimali in maggenghi e alpeggi, grazie alla collaborazione delle comunità locali, e garantiranno la loro conservazione negli anni, con evidenti benefici innanzitutto sul fronte naturalistico ma anche sociale ed economico”.

L'obiettivo di questo progetto è la conservazione della biodiversità ed il potenziamento della connettività ecologica tra aree protette, attraverso il mantenimento di un'ampia rete di agroecosistemi, la cui sopravvivenza è messa a rischio dal progressivo abbandono delle aree rurali montane a causa dello spopolamento. Fra le attività predisposte, ci sono il recupero e la riqualificazione di pascoli, maggenghi e prati da sfalcio, la riqualificazione fluviale e l'installazione di sistemi per ridurre le collisioni veicolari con la fauna selvatica, oltre a ricerca, divulgazione, educazione ambientale e promozione delle buone pratiche agricole.

In perfetta continuità con le azioni intraprese negli ultimi anni, concentrate sulla salvaguardia e la valorizzazione dell'alpicoltura - spiega il presidente del Parco delle Orobie Bergamasche Yvan Caccia - con questo progetto il Parco intende potenziare ulteriormente la propria azione, coniugando la propria missione con quella delle vicine aree protette allo scopo di ottenere risultati sempre più efficaci con ricadute su vasta scala. L'obiettivo primario del progetto è il mantenimento e la valorizzazione dell'importante capitale naturale che caratterizza il comprensorio orobico e dell'articolata struttura ecologica del paesaggio che lo supporta. Attorno ai partner, protagonisti dei vari interventi - prosegue il presidente Caccia -, ruotano inoltre molti soggetti sostenitori: vari comuni del Parco, consorzi, aziende e associazioni locali, che hanno fornito il loro contributo sin dalla progettazione, e che proseguiranno la loro collaborazione nelle fasi attuative e nel mantenimento delle aree recuperate”.

Oltre agli interventi previsti nei Comuni, è partito anche un bando sempre nell'ambito del progetto C.ORO, rivolto a tutti i cittadini, associazioni, consorzi e aziende agricole, che risultano proprietari, affittuari o gestori di terreni agricoli destinati a prato da sfalcio o maggengo, gestiti con pratiche tradizionali non intensive, quindi campi da sport esclusi che cadono entro gli ambiti corrispondenti ai territori dei comuni inclusi nella proposta di Ambito Territoriale Ecosistemico ed esterni ai confini del Parco delle Orobie Bergamasche e dei siti Rete Natura 2000. Il bando si prefigge l'obiettivo di riqualificare, mantenere e dunque valorizzare i prati da sfalcio ed i maggenghi, che costituiscono uno degli ambienti fondanti di tutto il territorio orobico, caratterizzati nella sua interezza da un alto valore paesaggistico, storico-culturale e naturalistico. La volontà di valorizzare queste aree nasce dal riconoscimento di queste aree del loro ruolo fondamentale di mantenimento della biodiversità e del capitale naturale,

La disponibilità economica del bando è stabilita a 20.000 euro: il premio massimo elargito per beneficiario è pari a 500 euro in caso di interventi di sfalcio e di 2.000 euro in caso di interventi di recupero. Il contributo potrà essere ripartito anche su più annualità, in previsione di un intervento all'anno fino ad un massimo di 3 anni. Gli interventi finanziabili nel bando riguardano il recupero di prati da sfalcio o di maggenghi soggetti a progressivo inarbustimento e imboschimento e lo sfalcio di mantenimento di prati stabili; sarà necessario, per il fruitore del contributo, impegnarsi al mantenimento degli interventi per almeno 7 ulteriori anni, prevedendo in particolare per i prati almeno uno sfalcio annuale sull’intera superficie, mentre per i maggenghi dovrà essere garantito oltre allo sfalcio annuale anche il caricamento di bestiame sull’intera area. In ogni caso dovrà essere evitata qualsiasi possibile ripresa della vegetazione arbustiva. Le domande di finanziamento dovranno essere infine inoltrate al protocollo del Parco delle Orobie entro il 29 aprile.



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