Trasporti, futuro incerto per le valli: tagli e aumento biglietti?

Eleonora Busi 08/02/2019 0 commenti

Situazione critica per quanto riguarda il futuro dei trasporti pubblici di Bergamo e della sua provincia: i numeri presentati parlano infatti di tagli pari a 5 milioni di euro a livello regionale, 726 mila per la sola provincia di Bergamo, a cui vanno aggiunti ammanchi per la Lombardia di 50 milioni, per la provincia di 2,5 milioni. Un numero che preoccupa tutti, a partire dall'Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale di Bergamo che vede un futuro grigio per gli spostamenti in bus sia in zona urbana che extraurbana.

Nel 2018, 726 mila euro i contributi straordinari per le aree svantaggiate stanziati dalla Regione che avevano permesso di contribuire a migliorare la situazione intraurbana; alcune corse erano state aggiunte in provincia, come in Alta Valle Brembana – il cui punto nevralgico si trova a Piazza Brembana – ma rischiano di essere tagliate dal momento che queste risorse straordinarie verranno ora a mancare.

Ma come si è arrivati a questo punto? A spiegarlo è il direttore dell'Agenzia TPL di Bergamo, Emilio Grassi: “L'Inflazione sale e i contratti di servizio con le aziende dell’interurbano prevedono regolari adeguamenti su base Istat: significa che per il 2018-2019 dovremo saldare 700-800 mila euro in tutto, per questo motivo i soldi mancano. Se ogni anno l'inflazione aumenta dell'1% o 1,5%, ma i contributi restano tali è chiaro che i prezzi aumentano mentre le quantità diminuiscono.”

L'Agenzia si è già messa in moto scrivendo alla Regione per far presente il disagio, ma nel frattempo sta pensando ad un piano di tagli che verranno applicati dalle aziende nel caso in cui la situazione non migliorasse, con una riduzione del servizio di 500 mila chilometri. “Tagli molto pesanti che sicuramente potranno creare numerosi problemi”, sottolinea Grassi. Tagli che non sorridono certamente al futuro incerto dei numerosi abitanti delle valli che ogni giorno fanno la spola fra Bergamo e la provincia a bordo dei mezzi blu, e che potrebbero dover far fronte – oltre ai tagli – anche all'aumento di prezzo dei biglietti.

In allarme anche la FILT – CGIL che pensa al destino di autisti e impiegati delle tre maggiori aziende della provincia, SAB, ATB e Locatelli. Non solo un rischio per le corse e l'aumento dei prezzi dunque, ma anche per i posti di lavoro dal momento che FILT prevede in realtà un calo di 2 milioni di chilometri, a confronto dei 500 mila previsti invece dall'Agenzia TPL Bergamo. “Davvero a rischio per gli utenti c’è il servizio di base e per i lavoratori si profilano nuove sofferenze, dopo quelle già subite nelle ultime stagioni – ha dichiarato il segretario generale FILT Marco Sala - In uno scenario di mancanza di risorse non si costruisce nulla né dal punto del miglioramento delle condizioni di lavoro (e dunque del servizio) ma nemmeno in termini di negoziazioni per il salario”

Problematiche che fanno sorgere numerosi dubbi su quale potrebbe essere la realtà futura del trasporto su gomma che potrebbe essere surclassato invece da quello su rotaia, come il progetto della linea tranviaria T2 Bergamo – Villa d'Almè. “Noi speriamo che progetto della linea T2 vada avanti per la strada giusta - osserva il direttore Emilio Grassi,  direttore dell'Agenzia TPL di Bergamo Naturalmente la rete tranviaria potrà essere in futuro estesa dove utile e dove esisteranno le possibilità per farlo in maniera efficace.”



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