Allarme siccità e pascoli secchi in montagna, Coldiretti: ''serve task force per gestione riserve idriche''

Redazione 02/04/2019 0 commenti

La  pioggia è attesa come una manna dagli agricoltori, ma per essere di sollievo deve cadere in modo persistente e costante, non troppo intenso. L’eventualità che si verifichino  eventi meteorologici violenti invece preoccupa molto, perché dopo il lungo periodo di siccità e di caldo anomalo, si teme l’arrivo di forti temporali e bombe d’acqua che oltre a non portare nessun sollievo alla campagna assetata, causerebbero danni.

Visto l’andamento stagionale, è già scattato l’allarme per la mancanza di acqua per le semine primaverili di granoturco e soia e per la sviluppo dei cereali e delle foraggere in campo.  In montagna i pascoli sono secchi e l’erba fatica a crescere. Se da un lato il “bel tempo” ha permesso agli agricoltori di fare le lavorazioni necessarie per preparare il terreno alla semina, non si può dire la stessa cosa per la germinazione dei semi e la crescita delle colture, che – spiega Coldiretti Bergamo – può avvenire solo se in presenza di una buona umidità del terreno.

“I cambiamenti climatici ormai sono un dato di fatto – afferma il Presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio e se vogliamo fare il possibile per contenere i danni, ci dobbiamo strutturare in un’ottica di prevenzione e non più solo di gestione dell’emergenza”.

La creazione di una task force che monitori e intervenga sulla gestione delle acque in modo costante durante tutto l’anno, per poter garantire le risorse necessarie a salvare campi e raccolti nel momento del bisogno, è stata chiesta da  Ettore Prandini, Presidente nazionale di Coldiretti e di Coldiretti Lombardia, in occasione del recente vertice in Regione sulle riserve idriche.

“Oggi ci troviamo in una situazione – spiega Brivio -  in cui le precipitazioni dall’inizio dell’inverno sono praticamente dimezzate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e le riserve idriche per gli usi irrigui sono assolutamente insufficienti”.

Di fronte a questo scenario per Coldiretti Bergamo ci si deve organizzare, raccogliendo l’acqua nei periodi più piovosi e renderla disponibile nei momenti di difficoltà. A questo riguardo diventa sempre più strategico il ruolo del Consorzio di Bonifica perché sono necessari interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini e utilizzando anche le ex cave per raccogliere l’acqua piovana.

“In un’ottica di programmazione per continuare a garantire produzioni agricole di qualità - sostiene Brivio – serve una riflessione a trecentosessanta gradi.  Per proteggere l’agricoltura bergamasca dalla carenza idrica è necessario partire dal deflusso minimo vitale (DMV) per arrivare ai bacini di accumulo dell’acqua. Per quanto riguarda il Deflusso Minimo Vitale  non siamo contrari, ma chiediamo flessibilità nella sua applicazione. Calcolare sull’anno intero  la media della quantità minima di acqua  da rilasciare senza fare distinzione tra inverno ed estate ci pare assurdo e controproducente. Chiediamo un’applicazione mirata ai mesi di luglio ed agosto in base alle portate effettive in quel  periodo dell’anno in corso. Nel futuro invece vediamo i bacini di accumulo come elementi fondamentali per garantire all’agricoltura una riserva idrica nei periodi di siccità, a Bergamo un passo importante è stato fatto con il bacino di accumulo di Pontirolo, è necessario proseguire su questa strada”.

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