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Almenno San Salvatore, castagnata in piazza per il sociale e il recupero ambientale

Raffaele Rota 06/11/2018 0 commenti

Frutto di un albero maestoso (Castanea sativa), proprio a novembre, quando l’aria si riempie di profumo d’autunno e le foglie degli alberi volgono ad ingiallire, si iniziano a raccogliere le castagne, fuoriuscite dal riccio ridente. Soprattutto nelle zone montane e collinari, durante le guerre o in periodi di carestia, sia alla castagna che alla sua farina usata per la panificazione, venne dato il nome di “pane dei poveri” e contribuì a salvare vite umane dalla fame.

E se nel tempo andato fu preziosa e vitale, anche al giorno d’oggi la castagna può costituire un valido supporto alla vita quotidiana della gente. Lo si riscontra in modo tangibile nel quartiere in località Madonna ad Almenno San Salvatore, dove da anni si ripropone la “Castagnata in piazza”, grazie al cui ricavato viene sostenuta l’attività del “Gruppo del Sorriso” (Associazione locale
che si occupa del sollievo di persone svantaggiate) e finanziato in parte il recupero ambientale della località “Roc” sottostante il Santuario mariano, tra la cinta del Castello e la sponda fluviale del Brembo.

L’idea nacque ed è portata avanti da un gruppo di volontari che si identifica nella “Contrada La Madona”, supportata da qualche anno a questa parte da altri volontari denominatisi “Amis del Roc”.
Fedele alla loro mission l’armata di volontari dei due gruppi – dopo i preparativi dei giorni precedenti - si è quindi ritrovata Sabato 13 ottobre dove a partire dalle ore 16,00 ha dato vita al tredicesimo appuntamento in piazza Madonna del Castello, che richiama alla degustazione di trippa, cotechini nostrani, polenta con formaggio fuso, porchetta, torte e, ovviamente, caldarroste;
il tutto innaffiato dalla rinomata birra del birrificio Lemine, nonché dall’ottimo vino di annata proveniente dalla cantina dello storico bar Ol Purtiner unitamente ai drinks magistralmente shakerati dai contitolari Jackie e Marco. L’illuminazione serale in multicolor della facciata del Santuario ha accompagnato l’evolversi della festa, che ha registrato il tutto esaurito e l’attardarsi degli avventori
a raccontarsi le rispettive quotidianità, sotto la bella tensostruttura appositamente allestita in cui si è trattenuto volentieri anche il Rev.mo Parroco don Mario Rosa.

Soddisfatto Silvano Capelli – referente della “Contrada La Madona” - che nel ringraziare tutto lo staff di volontari, ha sottolineato la ritrovata umanità sprigionatasi dalla Castagnata quale sua vera ricchezza morale, mentre per l’aspetto venale, il ricavato viene devoluto al “Gruppo del Sorriso” ed alla sistemazione della località Roc. Dario Zanardi – referente del gruppo “Amis del Roc” – ha ricordato che nel breve volgere di circa un paio di anni, la sponda fluviale sottostante il Santuario è stata bonificata e grazie anche all’aiuto dei proventi della Castagnata, sono state collocate panchine, barbecue, realizzato un laghetto ripopolato di fauna e flora autoctona, non dimenticando la giusta attenzione sotto il profilo della sicurezza e della frequentazione; l’area è fruibile dalle famiglie e, oltre che per il jogging, il footing o semplici passeggiate, da qualche tempo a questa parte si nota il passaggio di mountain bike, mentre l’adiacente collina artificiale è base di lancio ideale per quanti si approcciano alla disciplina del parapendio. Il Gruppo del Sorriso, approfittando del caldo sole ottobrino, ha accompagnato alcune delle persone assistite, per un giro in piazza a mangiar le caldarroste. “Visibilmente soddisfatte, nel clima di festa e di attenzione a loro riservata, quelle persone si sono sentite molto meno diversamente abili”, così ha spiegato Maurizio Magno Presidente dell’Associazione, che ha encomiato e ringraziato l’azione svolta in loro favore dalla “Contrada La Madona”.

Non ha mancato di far visita alla Castagnata l’Assessore allo Sport Turismo e Cultura del Comune, Stefano De Sanctis, che si è complimentato per il format della manifestazione e per la sua duplice finalità di aiuto al sociale e recupero ambientale, invitando gli artefici a proseguire anche in futuro nell’iniziativa. Al riguardo della località Roc infine, va rammentato che l’azione del gruppo “Amis
del Roc” è in sintonia con la progettualità presentata da chi scrive, in Commissione Turismo/Cultura del Comune il 7.9.2015, avente per oggetto Fruibilità area spondale-Percorso spondale via Dogana–via Molina, con previsione, oltre che dell’avviato recupero dell’area, del ripristino del percorso che da Molina sboccava in via Dogana (zona Rist.Palanca), attraverso la località Sottocorna, al fine di completare un percorso ciclopedonale che si congiunga, attraverso il ponte principale, con l’esistente sulla sponda opposta del fiume in territorio di Villa d’Almè-Almè-Paladina-Valbrembo, innestandosi a sud attraverso il ponte di Briolo con la ciclopedonale proveniente da Brembate Sopra in direzione Molina. Questo a dimostrazione del comune sentimento che anima la gente di Almenno  relativamente alla località Roc sottostante al Santuario della Madonna del  Castello; sentimento che ha preso forma e si sta sviluppando anche con l’aiuto di quel “pane dei poveri”, tanto antico, quanto ineluttabilmente attuale.

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