Corna Imagna, apre la Casa dei Semi: un piccolo centro di ricerca per l'agricoltura di montagna

Redazione 23/03/2018 1 commenti

Apre a Corna Imagna la Casa dei Semi, centro pubblico a servizio dell'agricoltura di montagna ideato dal Comune di Corna Imagna situato all'interno del complesso monumentale di Cà Berizzi. Il taglio del nastro sarà domani, 24 marzo, ore 16.00. Domenica 25, invece, sarà la volta della seconda edizione della Festa di Scambio Semi, sempre a Cà Berizzi.

La Casa dei Semi, edificio preesistente, è stata ristrutturata dal Comune di Corna Imagna per un costo totale di 150 mila euro, di cui 140 mila messi a disposizione dalla Comunità Montana su un finanziamento BIM e 10 mila messi dal Comune. Il progetto è inoltre sostenuto dalla cooperativa sociale Ecosviluppo,che mette a disposizione una persona qualificata per la gestione di diverse iniziative.

Questa singolare struttura vuole essere il centro nevralgico di tutte le iniziative vallari legate all'agricoltura di montagna. Non solo una sede “statica” di promozione del territorio, ma una finestra sul mondo rurale, per tutta la valle, come spiega il referente Stefano Invernizzi: “La Casa dei Semi è territorio, agricoltura e montagna, declinati in svariate forme. Il nostro obiettivo, ambizioso, è diventare un piccolo centro di ricerca e sperimentazione, non un'attività produttiva. Il nostro fine non è produrre, ma fare sperimentazioni che possano poi servire alle aziende agricole della valle”

E i semi? Per ora – nonostante il nome – all'interno della casa non sono ancora presenti perché - spiega Invernizzi - “vogliamo fare le cose con un certo criterio, con un approfondito lavoro di ricerca e selezione. La Casa dei Semi non sarà un semplice negozio di semi”.

Una prima fase di sperimentazione comincerà proprio fra poche settimane, con la coltivazione del mais nei terrazzamenti a fianco della Casa dei Semi recuperati l'estate scorsa ( grazie ad un corso di costruzione muri a secco) “L'idea – sottolinea Invernizzi - è di confrontarci con altre realtà che si occupano di mais da tempo, ad esempio, il CREA di Bergamo (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) che dispone di una banca del germoplasma del mais e l'Associazione Cerearicoltori Brembani. Da noi si coltivava mais, ma non abbiamo trovato riferimenti di una varietà locale. Sperimenteremo con diverse varietà oppure proveremo incroci per trovare una nuova selezione. Probabilmente potremo iniziare a coltivare già ad aprile”.

Già in occasione della 2a Festa Scambio Semi, in programma domenica 25 marzo, verranno gettati le basi di quello che sarà  il “mais di Corna Imagna (o della Valle Imagna)”. Oltre al libero scambio di semi, dalle 10 alle 17 (come avvenne la scorsa edizione) l'evento prevede, alle ore 11, un incontro di scambio esperienza su tema “mais e montagna” con il Crea e l'Associazione Cerearicoltori Brembani. Durante la giornata ci saranno anche la segheria mobile e laboratori di falegnameria con i ragazzi di Legno Nostrnao, attività per i più piccoli con Gli Armadilli – Laboratorio di Ecologia Pratica e pranzo al coperto preparato dalla Donne di Regorda. Tutte le attività verranno svolte al coperto in caso di maltempo.

Per quanto riguarda gli spazi, la Casa dei Semi offre diversi locali che potrebbero avere le seguenti funzioni: al piano terra un deposito che servirà ad accumulare i semi (una volta fatto un approfondito lavoro di ricerca, selezione e sperimentazione), mentre al piano superiore una sala per incontri e corsi, e una piccola biblioteca contenente volumi e materiale relativi al mondo agricolo e rurale di montagna.La Casa dei Semi è inoltre (e soprattutto) un gruppo di persone che, grazie all'aiuto del Comune di Corna Imagna, ha dato vita a diverse iniziative culturali, ad esempio, la prima Festa di Scambio Semi, o i seguitissimi corsi legati al recupero delle antiche tradizioni come il corso base di costruzione muri a secco (fatto appunto sui terrazzamenti a fianco della Casa dei Semi) o il corso per imparare l'antica tradizione dell'intreccio dei cesti.

"Siamo orgogliosi di questo progetto – spiega il primo cittadino Giacomo Invernizzi – perchè abbiamo la consapevolezza che rappresenterà per il futuro del paese e dell'intera valle, e più in generale per i paesi di montagna, una grande opportunità-risorsa. La rinascita delle aree montane passerà per il recupero e la valorizzazione dell’enorme patrimonio ambientale, frutto di un rapporto secolare tra uomo e suo ambiente. La riscoperta dell’agricoltura sarà il fulcro essenziale di questa valorizzazione".

Seguici su tutti i nostri canali social

COMMENTI

Arcangelo 26/03/2018

Alcuni anni fa sono andato a Cingia De Botti per la giornata dei scambi dei semi , marze , madre dell'aceto e del lievito madre del pane , tra le vecchie sementi ho rivisto una pannocchia di mais che mi ha riportato agli anni 50 , era la stessa che coltivavano i miei Nonni a Ca Previtali . La varietà si chiama Gandino e la coltivava un agricoltore biologico della Val Seriana .

Lascia un commento





Giugno 2019

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
     

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20

21

22

23

24

25

26

27

28

29

30









Scatti delle valli

La Voce delle Valli
Via IV Novembre 52 - 24038 S.Omobono Terme (BG)
P.IVA: 04228230167 e-mail: info@lavocedellevalli.it
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Bergamo
Direttore Responsabile Marco Locatelli

Seguici su

La Voce delle Valli Copyright 2017, All Rights Reserved Ecograph