Influenza: in bergamasca a letto in 10 mila, i bambini i più colpiti

Eleonora Busi 31/01/2019 0 commenti

Nuova ondata di freddo, nuovo picco influenzale registrato in tutta Italia: in bergamasca sono in 10 mila costretti a letto fra febbre alta, dolori muscolari, stanchezza e altri sintomi tipici influenzali, i più colpiti i bambini sotto i 5 anni.

Il sito web Influnet stima infatti che in Italia nella settimana dal 21 al 27 gennaio si è registrato un brusco aumento di casi in età pediatrica, passando da un'incidenza di 28 a 37 casi per mille abitanti assistiti nell'ultima settimana. In Lombardia l'incidenza è aumentata dall'8,88 per mille al 10,50 -  mentre i bimbi sotto i 4 anni in una sola settimana sono aumentati drasticamente dal 20,29 per mille al 28,08.

Anche gli ospedali bergamaschi hanno rivelato un significativo incremento negli ultimi due fine settimana, anche se sembra essere in linea con l'andamento degli anni scorsi e non è possibile sapere con esattezza quanti siano riconducibili effettivamente all'influenza. In particolare, sono stati  889 gli accessi al Pronto soccorso del Papa Giovanni XXIII fra venerdì 18 e domenica 20 gennaio 2019 e 880 tra il 25 e il 27 gennaio. In pediatria nel fine settimana del 18 gennaio gli accessi sono stati 263, mentre nel weekend successivo (il 25) sono stati 233. Dei 496 accessi totali, 410 (l’83%) sono stati di codice bianco o verde, ossia non urgenti.

All’Asst Bergamo Ovest, invece, dal 15 gennaio i dati hanno rivelato punte di 77 accessi per domenica 20 gennaio e 74 il sabato 26. Il 68% degli accessi individuati può essere riconducibile a sintomi influenzali, parainfluenzali o complicanze con la media di un bimbo ricoverato al giorno.

È opportuno, come sottolinea Fabio Pezzoli, Direttore Sanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII, che si presentino in pronto soccorso i malati che soffrono già di una patologia cronica e che accusano un peggioramento a causa della situazione influenzale. Mentre per i bambini, esclusi i neonati sotto i 3 mesi che hanno invece bisogno di una valutazione immediata, è utile attendere che la malattia faccia il suo decorso, stimato a 6 giorni: come consiglia la pediatra Ornella Marangoni, non è il caso di somministrare antibiotici se non sono presenti complicanze, dare antipiretici se la febbre è molto alta, tenere il bambino idratato e al caldo, recandosi dal pediatra solamente se si aggrava o se, passato il periodo limite, ancora non è guarito.

Questi consigli sono utili per evitare visite improprie al pronto soccorso che contribuiscono ad allungare la lista d'attesa di chi ha più bisogno di cure. “È importante chiedersi se le necessità che portano a rivolgersi al Pronto soccorso non possano essere soddisfatte andando dal proprio medico di base o portando il figlio dal pediatra oppure, nel fine settimana, dal servizio di continuità assistenziale garantito dalla guardia medica” ha sottolineato Fabio Pezzoli a l'Eco di Bergamo.

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