Creatività e speranza: la lotta al coronavirus cantata dai ragazzi delle medie di Serina

Eleonora Busi 18/04/2020 0 commenti

Ma se dovessimo spiegare questo Covid-19...” come sarebbe dal punto di vista di un alunno delle scuole medie? A rispondere ci hanno pensato i ragazzi e le ragazze dell'Istituto Comprensivo di Serina che, microfoni e smartphone alla mano, hanno registrato la propria personalissima versione di “Viceversa” di Francesco Gabbani, non prima di averne modificato creativamente le parole per adattarsi alla situazione del momento.

L'idea nasce da un un compito assegnato da Myriam Pesenti, docente di musica dell'Istituto, che ha invitato gli alunni a modificare il brano sanremese adattandolo al coronavirus: così è esplosa la giovane creatività dei ragazzi, mentre qualcuno un poco più coraggioso ha corredato il nuovo testo con un'esibizione in solitaria oppure in compagnia di fratelli, genitori o cugini. L'iniziativa è stata accolta con entusiasmo anche da parte della Dirigente Scolastica Carmen Beretta, che inserirà le performance in una sezione dedicata sul sito web dell'Istituto.

Ho assegnato tramite web alle mie classi un compito particolarmente creativo – spiega Myriam Pesenti, originaria di Serina ma residente a Zambla Alta e docente di musica nell'Istituto serinese da ben 24 anni – L'input era variare il testo del brano 'Viceversa' di Francesco Gabbani, ripensandolo però in chiave coronavirus. Tutti hanno partecipato, ognuno utilizzando una buona dose di creatività e tutte le risorse a propria disposizione. Alcuni di loro hanno acconsentito a mandarmi un filmato o una registrazione del loro elaborato: è stato un bel momento, come se i ragazzi rappresentassero una Val Serina che canta nonostante tutte le difficoltà”.

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È il caso, ad esempio, della famiglia Tiraboschi e di Daniele, che frequenta la classe terza A, che ha ingaggiato mamma Erika, papà Luca e il fratello Gioele – co-autore del testo – per cantare in coro “Co-vi-ce-versa”, una versione poetica in cui “la medicina più speciale e preziosa è amare e viceversa”. Un duetto anche per i cugini Monica Cincotti e Daniele Parascandolo, entrambi della classe prima A, che insieme hanno sottolineato l'importanza del lavarsi le mani e mantenere le distanze, “perché quando non c'è più, noi possiamo tutti quanti ritornare”.

Non manca all'appello il pensiero fisso dei ragazzi in queste giornate di quarantena: poter uscire di nuovo a giocare, nel sole della primavera. “Come possiamo andare a giocare se dobbiamo studiare e ancora studiare?” puntualizza Demis Gritti, classe prima D della sezione di Costa Serina dell'Istituto, nella sua cover dal titolo che suona anche come un consiglio “Io non ti tocco, tu stammi lontano”. “Oggi sai che voglio fare, come un tempo andavo fuori a giocare” aggiunge Edoard Vitali della prima D sezione di Costa Serina, che ha scelto di modificare invece un brano di Coez.

E se “a casa si sta”, come afferma Michele Carrara – classe prima A – nella sua “Mi rendi triste quando vorrei essere felice”, c'è anche chi scherza sulle attività ludiche all'infuori dei libri. “Up ed altri film, Netflix è diventata la mia routine” canta Katia Gritti, della classe seconda D sezione di Costa Serina, parafrasando una delle attività preferite dagli italiani – grandi e piccoli – in tempo di quarantena. Quarantena che ancora non ha una data di scadenza, “Ma noi dobbiamo combattere con tutte le forze senza perdere la speranza” ci ricorda Marta Carrara, della classe prima A, che si è esibita in concerto con il fratello Alberto.

Un minuscolo esserino che ha rubato l'allegria della regione” come lo chiama la compagna di classe Chiara Raieri nella sua “Al di fuori non c'è anima”, che ha cambiato la vita e le abitudini di milioni di persone. E se adesso “la vita di normale non ha neanche le giornate”, come afferma Sabrina Rondi della prima D sezione di Costa Serina, c'è anche chi guardando fuori dalla finestra sogna in grande: “e guarderemo ancora il cielo con la voglia di volare tra i profumi ed i colori di un nuovo arcobaleno” sono le speranzose parole di Daniel Tiraboschi, classe terza D sezione di Costa Serina.

La positività dei più giovani non si lascia scalfire dalla paura, e per Noemi Pesenti – classe seconda D sezione di Costa Serina – quella del coronavirus è “una complessa lezione che ci hai voluto insegnare: basterebbe solamente fare un gesto semplice d'amore”. Un pensiero, poi, va anche ai malati in ospedale, “anime purissime in via di guarigione” come li chiama Elia Tiraboschi, classe seconda B, nella sua cover “Pandemia”, e ai medici e infermieri, “semplici eppure eroi […] sono loro che ci fanno star sicuri quando siamo angosciati” canta Samuel Regazzoni insieme alla mamma e alla zia.

Mentre l'Italia cantava sui terrazzi e il web si colmava di concerti online, i giovani studenti dell'Istituto serinese hanno scelto di mettersi in gioco, creando una piccola rappresentanza alla lotta al virus che giunge direttamente dalla Val Serina. Dalle cover emerge soprattutto la voglia di tornare ad uscire, a giocare ed incontrare i compagni, riscaldandosi ai primi raggi di sole primaverili ora solamente sognati dietro ai vetri delle finestre. Ma noi vogliamo seguire il consiglio di Nicola Fantini, uno dei giovani talenti della terza D sezione di Costa Serina: “Se tutti rispettassimo le regole, andrà tutto bene”.

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