L'ipotesi di un lockdown graduale in Italia: ''la soglia è di 35mila: poi misure più drastiche''

Eleonora Busi 29/10/2020 0 commenti

Le misure adottate nel nuovo Dpcm, tanto contestate nelle piazze italiane, si riveleranno utili al fine di prevenire un drammatico peggioramento della pandemia nel nostro Paese? È ancora presto per dirlo: servono almeno due settimane dall'introduzione delle restrizioni per vedere gli effetti su contagi e ricoveri, come afferma il premier Giuseppe Conte.

La stessa linea di pensiero è stata adottata dal capo del Cts (il Comitato Tecnico Scientifico) Agostino Miozzo, che in un'intervista al Corriere della Sera ha però ribadito: se non si rispettano le regole del Dpcm, comprese le raccomandazioni sulla socialità, quella di una “dolorosa decisione del lockdown generale” potrebbe essere l'unica strada obbligatoria per frenare i contagi che dilagano in tutta Italia.

Alcuni Paesi Europei già ci hanno pensato, come la Francia che deciso di istituire un nuovo lockdown a partire da domani (venerdì) e fino al primo dicembre, o la Germania che ha messo in campo un lockdown “light” molto simile al modello italiano. Il timore degli esperti, come riportato da La Repubblica, è che il famoso picco dei contagi non sia affatto vicino e che i quasi 25 mila contagi registrati nella giornata di ieri possano diventare ben presto molti di più, anche 30 mila nei primi mesi di novembre.

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Numero che si avvicinerebbe pericolosamente alla soglia fissata nell'ultima riunione di maggioranza di 35 mila contagi al giorno. Oltrepassare ciò significherebbe attuare misure più drastiche, in modo da preservare la seconda soglia dei 2.500 ricoveri in terapia intensiva (sono circa 1.500 oggi), il limite indicato nel documento sui quattro scenari di rischio che porterebbero l'Italia all'ultimo e più grave: la chiusura totale.

Le prossime mosse, secondo quanto indicato dal consulente del Ministero della Salute, Walter Ricciardi, potrebbero vedere dei piccoli lockdown locali e mirati, come a Milano e Napoli, per cercare di isolare quelle aree dove il virus circola in modo più importante e preoccupante impostando divieti ferrei simili a quelli di marzo – uscire di casa solo per il lavoro, fare la spesa o andare a scuola. Lo step successivo riguarderebbe la chiusura di intere regioni, fino alla Didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, come già sta accadendo in Puglia.

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