Lockdown totale, come a marzo: quanto potrebbe essere efficace? Preoccupano le varianti

Eleonora Busi 15/02/2021 0 commenti

Si parla, ormai da qualche giorno, della possibilità di un nuovo lockdown rigido, pari a quello di marzo 2020. A spingere sulla necessità di una misura così restrittiva è il consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi: l'ipotesi ha spaccato a metà il mondo scientifico, fra chi supporta la proposta di Ricciardi e chi, invece, pensa esistano altre soluzioni. Ma l'Italia avrebbe davvero bisogno di un lockdown così rigido come avviene già in altri Stati europei?

Due, tre o quattro settimane di chiusura. L'obiettivo è quello di testare, tracciare i contagi e vaccinare a passo spedito per far sì che si possa quantomeno limitare la circolazione del virus “al di sotto dei 50 casi ogni 100 mila abitanti”. Nel nostro Paese, secondo quanto riportato da Il Corriere, la variazione media delle ultime 4 settimane è del -5%.

Ma nell'ultimo mese non si è visto quel calo della curva sperato, anzi, la situazione pare essere rimasta stabile per quanto riguarda i contagi, con addirittura una lieve crescita registrata nell'ultima settimana. Decisamente meglio dal punto di vista dei decessi: nelle ultime quattro settimane si è verificata una decrescita costante e una variazione del -26%. Dati completamente diversi dalla Germania, che si trova ora in lockdown rigido. Lì, la chiusura ha portato dai quasi 125mila casi settimanali a poco più di 50mila, con una variazione del -46%. In calo anche i decessi, ora al -35%.

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Ciò che preoccupa maggiormente in Italia è la diffusione delle varianti su tutto il territorio. Quasi il 20% dei positivi, ovvero 1 persona su 5, ha contratto la cosiddetta “variante inglese”, più contagiosa del 50% e dunque anche più pericolosa per il Sistema Sanitario. “Nell'arco di 5 o 6 settimane potrebbe sostituire completamente, o quasi, l'altro ceppo attualmente circolante” è il monito di Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità.

Per quanto riguarda la Lombardia, i contagi si sono raddoppiati negli ultimi giorni, con la presenza di varianti accertata intorno al 30% e che, secondo quanto afferma l'assessore al Welfare Letizia Moratti, potrebbero arrivare al 60-80% nelle prossime settimane. Fra variante inglese e brasiliana, poi, c'è anche il rischio – secondo gli scienziati – della variante generata dalla “pressione selettiva”, esercitata dallo stesso vaccino

La pressione selettiva, come riporta Il Corriere, è quell'evento che si genera quando si utilizzano antibiotici per curare un'infezione causata da batteri sensibili e resistenti al farmaco. L'utilizzo del farmaco elimina i batteri sensibili responsabili dell'infezione, ma lascia quelli resistenti che hanno la possibilità di diffondersi. Così anche un vaccino che non funziona bene su alcune varianti, potrebbe favorirne la diffusione.

Al momento il mondo scientifico è spaccato a metà. Fra chi sostiene l'ipotesi di Ricciardi, come Andrea Crisanti (virologo dell'Università di Padova) e Nino Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe, che hanno indicato quella del lockdown come l'unica via potenzialmente percorribile, e chi invece sostiene che la soluzione sia da ricercare in lockdown mirati, provinciali e localizzati, spingendo con forza sulla campagna vaccinale. Un nuovo lockdown, da un punto di vista medico, sarebbe “la scelta migliore”, ma serve un compromesso “perché intere filiere di lavoratori sono devastate e serpeggia una grande ribellione sociale” ha sottolineato Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell'Ospedale Galeazzi di Milano.

Sarebbe un disastro dal punto di vista psicologico, sociale nonché economico – ha detto Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'Ospedale Sacco di Milano – Va tenuto conto anche del benessere della persona che non dipende solo dal successo nello sconfiggere il virus, cosa che certamente tutti auspichiamo, ma anche dalla capacità di trovare in questa battaglia una giusta misura”. Fondamentale resta, chiaramente, il buon senso: e quindi distanziamento, mascherina indossata correttamente, lavaggio delle mani e areazione dei locali. Importanti alleati contro Covid e relative varianti.

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