Quasi due mesi in Rianimazione per il Covid, il medico di Zogno Sergio Accardi torna a casa

Eleonora Busi 17/06/2020 0 commenti

Quasi quattro mesi passati fra ospedale e clinica, poi sabato scorso il ritorno a casa: è la storia di Sergio Accardi, 61 enne geriatra e medico di base a Zogno dal 1997, che racconta un periodo difficile vissuto fra reparti e pazienti che come lui si sono ammalati di Covid. Era il periodo tra fine febbraio e inizio marzo quando il medico zognese ha contratto il virus, la pandemia era da poco iniziata e il dottor Accardi aveva ugualmente continuato a supportare i propri pazienti visitando sia in ambulatorio che a domicilio.

Poi è arrivato il coronavirus e Accardi si è ammalato. I primi di marzo viene trasportato all'ospedale Papa Giovani di Bergamo, dove resta due giorni in pronto soccorso. Una breve sosta di qualche ora nel reparto infettivi e poi il trasporto in Rianimazione. Era il 6 marzo. “Ricordo quel momento – ha raccontato Sergio Accardi, intervistato da L'Eco di Bergamo Mi dissero: “Se vuoi tentare di sopravvivere, dobbiamo intubarti”, Nel 2012 avevo già avuto un infarto ed ero stato in Rianimazione per 41 giorni. Anche questa volta ho dovuto accettare”.

Sono pochi e scarsi i ricordi di quei giorni intubato, poche volte cosciente. “Ma anche quando ero sveglio – ha proseguito il dottore – ero preda di allucinazioni. Continuavo a chiedere di una mia paziente che credevo morta per il Covid. Quando sono rientrato a casa mi ha mandato un messaggio. Evidentemente era viva”. Una tempra dura quella di Accardi, che già nel 2012 aveva superato un infarto riuscendo poi quattro anni dopo, nel 2016, a portare a termine il Cammino di Santiago.

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Poi il peggio è passato e dopo 49 giorni Accardi esce dal reparto. Dopo circa due settimane in terapia Subintensiva, muove i primi passi fuori dall'ospedale e torna in Valle Brembana, per venti giorni di riabilitazione presso la clinica Quarenghi di San Pellegrino. “Di quei giorni ricordo l'incredibile abnegazione del personale – sono le parole di Accardi – ovviamente quello medico, ma anche infermieri e ausiliari. Tutti. A ripensarci mi vengono le lacrime agli occhi. Ricordo i ragazzi specializzandi in medicina: tutti bravissimi. Una cosa che rassicura per il futuro”.

Sabato scorso, finalmente, Sergio Accardi è potuto tornare a casa dove è stato accolto con gioia da famigliari, residenti e Amministrazione, con centinaia di messaggi e uno striscione con la scritta “Bentornato Sergio”. “Sei il nostro superEroe, ti rialzi sempre” sono state le parole di Giampaolo Pesenti, assessore di Zogno. La ripresa sarà lunga, ma Accardi ha già le idee chiare. “Sono tornato a camminare da circa due settimane, e ci vorranno almeno cinque o sei mesi di stop. Cosa che mi dispiace molto, perché l'inattività non fa parte del mio vocabolario. Ma, vedremo, anche quando dovetti fermarmi per l'infarto avrei dovuto riprendere dopo un anno. Dopo qualche mese, invece, ero già in servizio”.

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