L'Atalanta chiude con una sconfitta: 0 a 2 contro l'Inter, ma sarà lo stesso Champions

Leandro Rinaldi 01/08/2020 0 commenti

Si chiude con una sconfitta il campionato 2019/2020 dell’Atalanta. La Dea cade a Bergamo contro l’Inter con il risultato di 0 a 2, inciampo che determina la terza posizione in classifica per gli uomini di Gasperini. Una gara iniziata male per i padroni di casa, sotto dopo 50. Al primo attacco, l’Inter guadagna corner, sul successivo cross Gollini esce e si scontra con Gosens, la palla passa e D’Ambrosio porta avanti i meneghini. Oltre al danno la beffa, nella circostanza si fa male il portiere atalantino, rilevato subito da Sportiello.

Un match partito dunque male e che non svolta mai per i bergamaschi. Il Biscione tiene le redini della partita, pressando la Dea fin dall’inizio dell’azione per recuperare velocemente palla e affidandosi alle sponde di Lukaku per manovrare il pallone in avanti. È proprio un passaggio dell’attaccante ex United a dare il via all’azione del’ 2-0, con la palla che viaggia dalla retroguardia interista fino alla zona di Ashley Young, largo a sinistra. L’inglese sfrutta il tanto spazio concessogli dalla difesa orobica per portarsi il pallone sul destro, accentrarsi e calciare perfettamente a giro: palla in rete e raddoppio Inter, troppo morbido l’atteggiamento dei padroni di casa, la cui prestazione è stata per larghi tratti insufficiente. Nel primo tempo non si registra un tiro nella porta di Handanovic, con l’Atalanta che fatica a costruire l’azione, soprattutto sulle fasce, e Zapata solo contro i tre difensori avversari.

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La ripresa inizia sulla falsariga del primo tempo, la Dea fatica ad alzare i giri del motore e l’Inter in gestione di una partita giocata molto sull’intensità fisica e sulla corsa. All’ora di gioco, Gasperini opta per un triplo cambio: dentro Malinovsky, Hateboer e Muriel per provare una rimonta complicata. In effetti, i bergamaschi guadagnano un po’ di fantasia in avanti, ma resta la fatica nell’impostazione della manovra, con il Papu Gomez sottotono. A dieci dalla fine, gli ospiti segnano in contropiede con Sanchez, entrato al posto di Lautaro Martinez, ma il cileno è palesemente in fuorigioco al momento del lancio che lo libera davanti a Sportiello. Al minuto 82, l’Atalanta ha l’occasione per riaprire la partita.

Muriel, decentrato verso sinistra, lavora un buon pallone al limite dell’area e imbecca Gosens, il tocco sotto in allungo del numero 8 tedesco finisce a lato di un soffio. I bergamaschi tentano di trovare almeno una rete: Zapata in area riceve un ottimo pallone, si gira rapidamente e calcia con la punta il pallone, sfera altra sopra la traversa. Al minuto 90, Malinovsky salta un difensore con il tunnel e serve Zapata, il tiro del colombiano trova l’opposizione di Skriniar. Prima del triplice fischio, nelle file bergamasche esordisce in Serie A il classe 2000 Da Riva, frutto del vivaio atalantino.

La partita termina dunque due a zero per l’Inter, un esito nel complesso giusto, l’Atalanta ha infatti faticato molto nel rendersi pericolosa: certo le attenuanti ci sono tutte, tra il caldo, gli impegni ravvicinati e l’importanza relativa della contesa, che rende la sconfitta indolore. Migliore in campo comunque Caldara, sempre attento contro un avversario difficile come Lukaku: il numero 3 orobico si sta piano piano ritrovando.  Come detto, la Dea si posiziona al terzo posto in classifica grazie alla contemporanea sconfitta della Lazio a Napoli: un piazzamento importante, che vale l’accesso alla Champion’s League per il secondo anno di fila. Obiettivo raggiunto dunque, al termine di una stagione ottima, che conferma quanto di buono fatto vedere sotto la gestione Gasperini. L’unico piccolo rimpianto, forse, non aver centrato quota cento gol in campionato, fermandosi alla comunque ragguardevole cifra di 98.

Finiscono le partite di campionato, ma non gli impegni dei bergamaschi. Resta infatti da disputarsi il finale della Champion’s League in Portogallo. L’Atalanta se la vedrà il 12 agosto contro i campioni di Francia del PSG per la gara secca dei quarti di finale, un impegno sulla carta proibitivo, ma questa squadra ha già dimostrato di poter sovvertire le gerarchie del calcio. In ogni caso, sarà un successo, e chissà che l’avventura europea non porti Bergamo sempre più lontano.

Fonte Immagine: Corriere.it

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