Nuovo Dpcm dopo Pasqua, mini-proroga di 7-15 giorni? Intanto si pensa alla riapertura delle scuole

Eleonora Busi 24/03/2021 0 commenti

Cosa accadrà dopo Pasqua? La scadenza del Decreto in vigore – fissata al 6 aprile – si avvicina ed il Governo si è già messo all'opera per valutare il da farsi: obiettivo del premier Draghi è arrivare ad un percorso di massima condivisione fra la cabina di regia politica ed i capi delegazione dei partiti, confrontandosi anche con le Regioni e i due rami del Parlamento. Sono diverse, in ogni caso, le ipotesi che circolano sul futuro “a colori” dell'Italia in questa fase emergenziale, alcune supportate da conferme, mentre per altre si tratta di mere speculazioni.

La possibilità più chiacchierata prevede una mini-proroga delle misure attualmente in vigore: altri sette o quindici giorni di restrizioni, limitazioni agli spostamenti e chiusura di attività economiche e pubblici esercizi. Tra i ministri, più di uno si dice convinto di questa strada, ma Palazzo Chigi non ne ha mai confermato la veridicità. Anzi, è lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza a smorzare gli animi: “Nessuna decisione è stata assunta in questo momento – ha spiegato – Ci confronteremo nei prossimi giorni e prenderemo le decisioni. Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo analizzato la curva ma non abbiamo discusso di misure e non c'è alcuna decisione che va in questa direzione”.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, infatti, si è già riunito con i vertici del Cts – Silvio Brusaferro e Franco Locatelli – e con il ministro Speranza per valutare le prossime mosse. L'attenta analisi è concentrata tutta sugli ultimi dati della curva epidemiologica, fondamentale fotografia dell'andamento dei contagi in Italia e punto di partenza di eventuali restrizioni o aperture. E proprio in materia di riaperture, Draghi vorrebbe cominciare dalle scuole, anche in zona rossa, per i più piccoli. Si parla di materne, elementari ma anche prime medie: è il primo obiettivo del premier (condiviso anche dal ministro Speranza) che vuole così mandare un segnale positivo alle famiglie.

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Mentre stiamo vaccinando è bene cominciare a pensare e pianificare le riaperture – così ha dichiarato Draghi questa mattina, durante le comunicazioni in aula al Senato in vista del Consiglio europei del 25 e 26 marzo – Ora stiamo guardando attentamente i dati sui contagi, ma se la situazione epidemiologica permettere cominceremo a riaprire la scuola in primis, almeno le primarie e l'infanzia, anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni o speriamo subito dopo Pasqua”.

Altro punto fermo è la campagna vaccinale, ripresa dopo lo stop di AstraZeneca. “Siamo già all'opera per compensare il ritardo di questi mesi – ha spiegato il premier Draghi – Nelle prime tre settimane di marzo la media delle somministrazioni è stata pari a 170 mila dosi al giorno, più del doppio della media dei due mesi precedenti. Il nostro obiettivo è portare il ritmo a mezzo milione al giorno. Ad un anno di distanza, dobbiamo fare tutto il possibile per la soluzione della crisi. Sappiamo come farlo, abbiamo quattro vaccini sicuri ed efficaci, ad aprile arriva anche Johnson&Johnson. L'obiettivo è vaccinare quante più persone possibile nel più breve tempo possibile”.

Un barlume in fondo al tunnel – secondo il ministro dell’Economia, Daniele Franco – potrebbe arrivare a cavallo fra maggio e giugno, complici la stagione calda e le continue somministrazioni dei vaccini. Intanto anche il professor Brusaferro ha confermato i primi segnali positivi. “Il numero dei casi sta arrivando al plateau, la curva si sta appiattendo, ma ancora non siamo a una piegatura significativa”. Ma il ministro Speranza richiama alla cautela: “Non ne siamo ancora fuori, la fase epidemica resta molto accesa. Servono ancora misure di contenimento, con oltre 500 morti al giorno non mi sembra il caso di parlare di riaperture”.

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(Fonti: fanpage.it | corriere.it| tgcom24.mediaset.it)

Photo Credit: Copyright by World Economic Forum. swiss-image.ch/Photo Remy Steinegger via Wikimedia Commons.

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