City troppo forte, Atalanta comunque a testa alta

Giambattista Gherardi 23/10/2019 0 commenti

"O si vince o si impara". La nota citazione di Nelson Mandela è ideale sintesi della partita persa dall'Atalanta nel terzo turno di Champions League a Manchester, con i padroni di casa vittoriosi per 5-1. Un risultato pesante ma assolutamente giusto, frutto di una partita in cui la squadra bergamasca è andata addirittura in vantaggio. Poi è emersa, prepotente, la statura siderale del City ed è arrivata la lezione, utile e assolutamente onorevole.

Nell'undici iniziale scelte obbligate per Gasperini in difesa, con la linea composta da Toloi, Masiello e Djimsiti, a metà campo Castagne e Goosens mettono le ali a De Roon e Freuler ed in avanti Malinowskji orchestra i solisti Ilicic e Gomez. Al via non c'è alcun timore reverenziale ed è l'undici bergamasco ad avere il sopravvento, così come i 2700 tifosi giunti da Bergamo che stravincono la sfida del tifo all'Ethiad Stadium.

L'Atalanta costruisce buone occasioni, sfondando a sinistra con Gosens, presentandosi al limite con Ilicic (controllo decisivo sbagliato) e sottoporta con Castagne (incornata alta di poco). Il Manchester si affaccia da Gollini attorno al 23', con due occasioni ravvicinate in cui il portiere atalantino mostra grinta e determinazione. L'Atalanta ribatte colpo su colpo, con ripartenze micidiali e veloci imbastite da Malinowskji. Su una di queste Ilicic, libero al limite, salta Fernandihno ed entra in area. Fallo del difensore e rigore netto, che Malinowskji trasforma spiazzando il portiere. Atalanta in vantaggio a Manchester: è storia.

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Gli inglesi aumentano la pressione e fra il 34' ed il 38' piazzano un uno-due devastante con Aguero. Il pari arriva con un cross dal vertice dell'area dell'imprendibile Sterling che libera Aguero davanti a Gollini, il vantaggio su calcio di rigore, netto, per fallo di Masiello, manco a dirlo, su Sterling. Gli uomini di Guardiola certificano il ribaltone con un'ulteriore occasione deviata in angolo da Gollini.

Nella ripresa Gasperini aumenta la trazione anteŕiore inserendo Muriel e Pasalic al posto di Gomez e Masiello (ammonito), con De Roon arretrato in difesa. Il pallino è però decisamente in mano al Manchester, cinico ed essenziale nello sfruttare tutta l'ampiezza del campo, i rilanci precisi del portiere e la velocità supersonica di Sterling, che sale in cattedra da vero e proprio mattatore segnando tre reti e fallendone un altro tutto solo davanti a Gollini.

L'attaccante inglese prima finalizza una ripartenza devastante di De Bruyne, poi segna da due passi raccogliendo un cross dal limite dopo un'occasione di Aguero, ed infine insacca in contropiede sterzando sul traguardo e mettendo fuori causa Toloi e Gollini. L'Atalanta fino all'ultimo onora l'impegno, così come i suoi tifosi che continuano a cantare. Annullato un gol di Freuler (fuorigioco di Ilicic) e buoni spunti di Malinovskji e Muriel. Espulso anche il diciannovenne Foden per doppio giallo. La cinquina è pesante, la Champions un palcoscenico su cui riprovare a tornare grazie ad un campionato che promette bene. Imparando si cresce.

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(Fonte Immagine: AFP)

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