Coronavirus, asili chiusi ma la retta si paga lo stesso: la protesta delle famiglie

Eleonora Busi 09/03/2020 0 commenti

L'emergenza sanitaria ha toccato tutti i settori dell'Italia, dalla – ovvia – sanità fino all'economia. Scuole e università di ogni ordine e grado sono chiuse da settimane, asili compresi, ma nonostante ciò le famiglie si trovano a dover fronteggiare comunque il pagamento della retta. Per questo motivo, i genitori sono sul piede di guerra, in particolar modo in Lombardia: a Milano la problematica è in evidenza all'interno del Comune, ma i vincoli di bilancio restano stretti. Ad essere maggiormente colpite sono quelle famiglie, il 53% degli italiani, che non possono lavorare da remoto, dovendosi affidare quindi alle baby sitter – sborsando ulteriori soldi, oltre alla retta.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, insieme al consiglio comunale, hanno stanziato un fondo da 3 milioni, ma non sembra bastare: per “sbloccare” cifre più grosse bisogna aspettare il Governo, che ha stanziato 6,35 miliardi di euro per fronteggiare l'emergenza. Ma quanti di questi soldi andranno alle famiglie? La risposta non è chiara. L'obiettivo principale è quello di aiutare il sistema sanitario pubblico, la protezione civile e le forze dell'ordine, mentre il restante spetterà ai “disagi sociali ed economici”. In programma sarebbero anche ulteriori risorse per il sostegno dei redditi e la salvaguardia dell'occupazione.

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A conti fatti, il Governo prevede un aumento del deficit pari allo 0,3%, destinato a crescere a causa della frenata dell'economia. Come sosterrà, però, le famiglie (magari re-introducendo il bonus baby sitter, cancellato con l'ultima legge del bilancio), bisognerà attendere una risposta certa. A Milano, una famiglia media spende annualmente 16 milioni di euro per gli asili nidi comunali, mentre la refezione scolastica costa ulteriori 34 milioni. Un totale di 5 milioni di euro all'anno per famiglia. In attesa di un intervento “dall'alto”, il Consiglio comunale di Milano ha approvato la creazione di un fondo di emergenza, con lo stanziamento di 1 milione di euro in conto capitale e due milioni di euro in parte corrente.

Sono soldi destinati famiglie che affrontano la chiusura delle scuole, ai cittadini più anziani e fragili e al mondo del lavoro – spiega – La somma è contenuta, ma vi è l’impegno della Giunta ad approfondire la ricerca di altre disponibilità. In questo, sarà essenziale l’intervento combinato con Governo e Regione per rendere compatibile ogni intervento con i vincoli di legge che il Comune deve rispettare”. Tutti i Comuni saranno costretti a tagliare o ridurre altre spese per aiutare le famiglie: un processo problematico sia per quelli più piccoli, come quelli vallari, che per i centri più grandi.

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(Fonte: businessindiser.com)

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