''I legumi salveranno il mondo'', anche in Bergamasca il progetto INCREASE

Redazione 18/12/2020 0 commenti

Venerdì 18 dicembre alle 16 diretta streaming sul canale YouTube PulsesINCREASE. In Bergamasca protagonista il Fagiolo di Clusven di Gandino.

Proseguono le attività per il progetto di ricerca europeo INCREASE (www.pulsesincrease.eu) che grazie ad un budget di oltre 7 milioni di euro, vede insieme 28 partner internazionali di 14 paesi diversi fra i quali, per la Bergamasca, anche la Comunità del Mais Spinato di Gandino che segue la valorizzazione dell’antico “Fagiolo di Clusven”.  Il progetto, utilizzando approcci di frontiera nell’ambito della genomica e della tecnologia dell’informazione, vuole esaminare lo stato delle risorse genetiche vegetali di quattro importanti legumi tradizionali europei (ceci, fagioli, lenticchie e lupini) e sviluppare strumenti e metodi di conservazione efficienti ed efficaci per promuovere l’uso della biodiversità agricola in Europa e la coltivazione e il consumo delle leguminose alimentari.

La prof.ssa Gioia Tania, docente di Miglioramento Genetico e Risorse Genetiche Agrarie presso l’Università della Basilicata, in particolare, coordina, in qualità di leader di INCREASE, tutte le attività per la specie lenticchia ed è il responsabile scientifico per le attività di breeding dell’intero progetto. INCREASE è guidato dai principi della CE "scienza aperta, innovazione aperta e apertura al mondo" e sfrutterà le tecnologie digitali per rendere scienza e innovazione più collaborative e globali. A tal fine, il progetto metterà alla prova un approccio decentralizzato per la conservazione delle risorse genetiche, istituendo un esperimento di Citizen Science.

Dal 15 Dicembre sarà possibile scaricare gratuitamente l’app di INCREASE per poter partecipare all'esperimento Citizen Science a questo link https://www.pulsesincrease.eu/experiment 

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All'inizio del 2021, il progetto distribuirà più di 1.000 diverse varietà di fagiolo ai cittadini e agli agricoltori europei che li potranno valutare coltivandoli nel loro campo, giardino di casa o terrazzo ma anche cucinandoli. I cittadini saranno coinvolti attivamente nelle attività di valutazione e conservazione, nonché nella condivisione e nello scambio di sementi facilitata dall'app mobile INCREASE sviluppata per il progetto e che garantirà che lo scambio di seme avvenga secondo le regole e i principi del trattato internazionale sulle risorse genetiche agrarie. Ciò sarà garantito grazie alla partecipazione al progetto della FAO. 

La Val Gandino è presente come detto con l’antica varietà del “Fagiolo di Clüsven”, un legume della famiglia Phaseolus coccineus coltivato da oltre un secolo nella località di Clüsven in comune di Gandino. Lo stesso territorio dove dal 1632 venne coltivata la varietà del Mais Spinato di Gandino. La famiglia contadina Bonazzi (Congenta), trasferitasi da Cazzano S.Andrea a Clüsven sin dalla prima metà dell’Ottocento, ha coltivato in quella zona mais e fagioli. Roberto Colombi ai primi degli anni ’60, sposando una delle figlie Bonazzi, ha sempre coltivato in quel di Gandino, località “Rastei” i semi ricevuti dai Bonazzi. In coincidenza con Expo 2015, l’Orto Botanico L. Rota di Bergamo ha seminato i fagioli di Clüsven nella Valle della Biodiversità in Astino a Bergamo Nel 2016 è stata avviata la prima prova in orto della coltivazione in consociazione del Mais Spinato di Gandino e del Fagiolo di Clüsven. Il legume seriano è iscritto nell’ «Arca del gusto» di Slow Food dal 2016 e viene utilizzato nelle minestre di verdura, con la pasta e fagioli ed in umido con pomodori e spezie.

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