Lombardia è zona arancione, l'annuncio di Fontana: ecco cosa cambia

Eleonora Busi 27/11/2020 1 commenti

La Lombardia torna in zona arancione. A confermarlo è il governatore lombardo, Attilio Fontana, che in un tweet ha annunciato: “Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali. A breve la decisione del governo”. Come annunciato sempre da Fontana al punto stampa delle 18, la regione dovrebbe entrare in zona arancione a partire da domenica 29 novembre: "sabato l’ordinanza sarà in Gazzetta Ufficiale e, per questioni tecnico-burocratiche, entrerà in vigore da domenica".

Ancora non è chiaro però quando la regione uscirà dalla zona rossa: l'ordinanza firmata dal ministro Roberto Speranza scade il 3 dicembre, ma il presidente lombardo vorrebbe anticipare l'uscita già questo fine settimana.

Cosa cambierà per i cittadini residenti in Lombardia?

SPOSTAMENTI

  • Anche in zona arancione è vietato uscire dal proprio Comune di residenza, se non per ragioni di lavoro, scuola, salute o comprovata necessità. Resta, perciò, necessaria l'autocertificazione.
  • Ci si può, però, muovere liberamente all'interno del proprio Comune dalle 5 del mattino fino alle 22 di sera senza alcuna autocertificazione. Scattata l'ora del coprifuoco è vietato uscire dalla propria abitazione se non per esigenze e con autocertificazione alla mano.
  • Consigliato lo smart working quando possibile.

INVITI A CASA

  • Forte raccomandazione di non invitare a casa propria persone non conviventi.


RIAPERTURA DI NEGOZI E CENTRI COMMERCIALI

  • Riaprono tutti i negozi, senza limitazioni, nel rispetto dei protocolli anti-Covid: distanziamento interpersonale di almeno un metro, ingressi scaglionati e sanificazione. Anche i centri commerciali riaprono  (rimangono però chiusi nei giorni festivi e prefestivi tranne che per tabaccherie, edicole, farmacie, parafarmacie e negozi di alimentari al loro interno)
  • Rimane lo stop nei weekend e prefestivi alle attività che si trovano all'interno di centri commerciali, eccezion fatta per farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi e edicole.

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SCUOLE

  • Salvo diversa indicazione da parte dei governatori, gli studenti di seconda e terza media possono tornare a seguire le lezioni di presenza.
  • La situazione delle scuole superiori resta, però, identica: didattica a distanza a casa.
  • Stesso discorso per le università, sia attività formative che curriculari non si svolgono in presenza ad eccezione di quelle relative al primo anno dei corsi di studio e dei laboratori.

BAR E RISTORANTI

  • Bar e ristoranti continuano a rimanere chiusi. È consentito l'asporto e la consegna a domicilio, ma non la consumazione sul posto.

SPORT E PALESTRE

  • Vietato lo sport da contatto, ma consentito svolgere attività all'aperto a livello individuale. È permesso frequentare centri e circoli sportivi – pubblici e privati – del proprio Comune o limitrofi in caso di assenza per svolgere attività sportiva di base, nel rispetto delle normative. Resta vietato utilizzare gli spogliatoi.

ALTRO

  • I musei restano chiusi.
  • Le assemblee di condominio possono svolgersi di presenza nel caso non fosse possibile organizzarle a distanza.

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COMMENTI

Rosario 29/11/2020

Sono stufo di non andare a trovare la mia compagna che si trova in un altro paese

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