Piccoli comuni, il ddl diventa legge: ecco cosa prevede

Redazione 28/09/2017 2 commenti

Una notizia attesissima dai comuni delle nostre valli: dopo tre legislature, il Parlamento ha approvato il disegno di legge "Piccoli comuni". L'ok definitivo è arrivato dal Senato con 205 sì e 2 astenuti.

Ora tutti i Comuni italiani con popolazione residente fino a 5 mila abitanti verranno “etichettati” come Piccolo Comune, come recita l’articolo 1 del ddl ora diventato legge. Sarà istituito un fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni, per il finanziamento di investimenti per una serie di finalità. Tale fondo ammonta a 10 milioni per il 2017 e 15 milioni ogni anno dal 2018 al 2023.

Molte le azioni che questa legge andrà a sostenere: recupero e le riqualificazione dei centri storici; promozione degli alberghi diffusi con interventi integrati pubblici e privati; l’acquisizione e riqualificazione di immobili per contrastare l’abbandono di terreni ed edifici; rilancio turistico, convenzione con diocesi della Chiesa cattolica e con altre confessioni religiose per salvaguardare beni culturali storici, artistici e librari degli enti ecclesiastici o enti di altre religioni. Attenzione anche alla tecnologia, con norme per lo sviluppo della rete in banda ultra larga.

Inoltre sarà anche migliorata la distribuzione dei quotidiani nei piccoli comuni di montagna. Le amministrazioni potranno promuovere il consumo e la commercializzazione di prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta o a chilometro utile e potranno destinare aree specifiche per mercatini agricoli e di vendita diretta. Prevista anche la promozione cinematografica e l’attuazione di un piano per l’istruzione nelle aree rurali e montane.

Il commento della Provincia di Bergamo

"Oggi è un grande giorno - dichiara il presidente Matteo Rossi - in Senato è stata approvata definitivamente la legge sui piccoli comuni, un intervento fortemente sostenuto dall'Unione delle Province Italiane, un risultato raggiunto grazie a un lavoro ampio e comune del Parlamento col sostegno dall'Anci e di molte organizzazioni, a partire da Legambiente e Coldiretti, un provvedimento che valorizza l'Italia dei piccoli centri, quella che copre più di metà del territorio e nella quale abitano oltre 10 milioni di persone”.

“Le piccole comunità - continua Rossi - non sono un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e proiettarle nel futuro. Con questa legge definiamo per i nostri territori una strategia di sviluppo sostenibile, che passa dalla valorizzazione del patrimonio paesaggistico, storico, culturale ed eno-gastronomico e dalla modernizzazione dei servizi pubblici e delle infrastrutture materiali (strade) e immateriali (banda larga e ultralarga). La Bergamasca è un territorio naturalmente candidato a beneficiare della nuova legge: nella nostra provincia i piccoli Comuni sono oltre i due terzi del totale e ospitano una quota di popolazione doppia rispetto al dato nazionale”.

“La dotazione di fondi - conclude il Presidente della Provincia - è ancora limitata (100 milioni dal 2017 al 2023) perciò occorre lavorare per rafforzarla a partire dalla prossima legge di stabilità. Al tempo stesso è importante che anche a livello regionale ci sia un'integrazione di risorse, proprio come la legge prevede, per non disperdere i finanziamenti ma finalizzarli dentro azioni condivise. Come Provincia promuoveremo nelle prossime settimane la più ampia discussione e conoscenza della legge insieme ai deputati e lungo questa direzione rafforzeremo i servizi ai Comuni in termini di progetti di sviluppo, fundraising, semplificazione e formazione, a partire dal bando Smart Land che verrà pubblicato nel mese di novembre e che metterà a disposizione centomila euro per le politiche di smart land, nel solco di quanto previsto dalla legge nazionale”.

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COMMENTI

Leonardo Pesento Gritti 29/09/2017

Intanto però si chiudono scuole di montagna ,come quella di Oltre il Colle, senza ottenere una lira di risparmio ,anzi aggravando i costi e i disagi per le famiglie. E pensare che i risultati scolastici dei ragazzi erano molto soddisfacenti. Le nuove leggi servono, ma perché i cittadini abbiano vantaggi concreti,penso che senza una vera riforma della burocrazia di Stato tutto sia inutile.

Marco Piccolino 28/09/2017

Come si conciliano questi incentivi con le politiche di accorpamento? http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-05-12/piccoli-comuni-ecco-come-fusioni-cambiano-geografie-locali-121256.shtml?uuid=AD9itPG&refresh_ce=1

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