''Sindaci, unitevi e lottate seriamente'': l'appello di una cittadina per salvare l'ospedale vallare

Eleonora Busi 30/09/2020 0 commenti

L'ospedale di San Giovanni Bianco è da tempo sotto i riflettori dell'intera Valle Brembana. Le cause sono molteplici, ma tutte riconducibili ad un'unica argomentazione: la progressiva chiusura ed il ridimensionamento negli anni di tutti quei servizi un tempo garantiti, con conseguente dirottamento verso i presidi più vicini, come l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Così l'ospedale brembano, risorsa importante nel periodo più duro del Covid, si trova a dover lottare contro servizi e reparti aperti in determinate fasce orarie, attività ambulatoriali senza chiare indicazioni e interi reparti sospesi, come quello di Pediatria e prima di lui il punto nascite, chiuso ormai dal 2015. Le amministrazioni locali si stanno muovendo in più direzioni per tutelare l'unico presidio ospedaliero brembano, attraverso mozioni, appelli ed incontri diretti all'Asst Papa Giovanni.

Ma la delicata situazione allarma soprattutto i cittadini, che temono per il futuro dell'Ospedale di San Giovanni Bianco. Un'anonima residente si è fatta portavoce della generale preoccupazione, inviando una lettera destinata alle Amministrazioni locali. “Sono una cittadina della Valle Brembana – così inizia la missiva – Nata e cresciuta qui e che vorrebbe continuare a viverci. Vi scrivo queste righe chiedendovi, per amore della nostra terra, di mettere da parte le bandiere di partito e unirvi in questa lotta, per il bene comune. I cittadini della Valle hanno scelto voi, per rappresentarli, aiutarli, difenderli e proteggerli. E si aspettano da voi questo. Smettete di farvi la guerra tra di voi, per la politica – è l'invito dell'anonima cittadina – Unitevi e lottate seriamente per il nostro ospedale, anni di promesse mai mantenute, dove proprio a causa dei vostri silenzio/assenso, siamo giunti al punto di non ritorno”.

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Questa è l'ultima occasione che vi rimane – prosegue la lettera – davvero volete continuare a vedere la vostra gente, anziana, malata, rinunciare alle cure? Davvero volete continuare a vedere il nostro ospedale affondare? Davvero volete continuare a vedere gente che si deve recare a Bergamo (quando va bene), per cure che sino a pochi anni fa si eseguivano qui? Davvero volete un reparto di medicina che sta diventando un hospice? Davvero volete un reparto chirurgia funzionante dal lunedì al venerdì e solo per interventi minimi e programmati? Davvero volete ambulatori a singhiozzo o addirittura chiusi da mesi? È questo che volete per la vostra gente?”

Quando pubblicamente dichiarate che non è il caso di finire sui giornali ogni due giorni, siete consapevoli che è anni che si cerca di ragionare e che il risultato di tante promesse è quanto scritto sopra? – prosegue il mittente – Cosa viene prima? La vita umana o la politica e le antipatie tra di voi? Questa valle ha bisogno di molta più umanità, prima delle buche nelle strade, prima dei ponti del sospiro, prima di un buco nella montagna, prima di una ciclabile. Serve garantire la Salute e lottare tutti uniti. Tornate umani, la vita delle persone della Valle, dipende da voi, da quanto coraggio avrete nel combattere questa guerra, da quanto sarete capaci di lottare con cuore per loro. Questa è l'ultima occasione che vi rimane, mediare non è servito a nulla, ormai è palese, la gente vi ha scelto come portavoce dei loro bisogni e interessi”.

Questa è l'ultima occasione che vi rimane – si conclude la lettera – mediare non è servito a nulla, ormai è palese, la gente vi ha scelto come portavoce dei loro bisogni e interessi. Lottate con cuore sino alla fine, basta bugie, basta rimandare, basta promettere. Dimostrate alle persone che tenete veramente a loro e che vi meritate il ruolo che avete! Loro contano su di voi, loro dipendono da voi. Credo che salvare anche solo una vita umana, abbia più valere dei soldi e del potere. Scegliete da che parte stare con cuore e coscienza!”

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