Giovani e lavoro - Jacopo e Paola: aprire un bar in pandemia? Si può, ma è una sfida nella sfida

Leandro Rinaldi 03/04/2021

Aprire un locale, a luglio 2020. Sembrava una follia, invece Jacopo Rossi, trentaduenne di Carona, ci ha creduto: insieme alla sua ragazza, Paola Carminati, ha deciso di lanciarsi nella gestione di un bar-gelateria. Ecco come è nato l’Edelwiss 2.0 di Carona.

“Prima lavoravo con mia zia, sempre in un bar a Carona - racconta Jacopo -. Lei ha lasciato l’attività, ma io volevo andare avanti. Il locale però era piccolo, così ne ho scelto un altro e ho iniziato i lavori di ristrutturazione”. Mandare avanti un’attività da solo è una sfida quasi impossibile, ecco perché a Jacopo si è affiancata Paola.

“Io aiutavo già Jacopo alla sua precedente attività, facevo i mesi estivi e mi piaceva, ma non volevo lasciare il mio posto da impiegata: alla fine non me la sono più sentita di stare in ufficio, così ho deciso di cambiare del tutto e concentrarmi solo sul nostro bar”, confida Paola.

Il locale ha perciò assorbito in toto le loro energie, soprattutto a causa dei lavori.  “Il locale di mia zia era una piccola gelateria, lavorava solo all'esterno. Per l’Edelwiss 2.0 volevo qualcosa di diverso, ho provato a sentire il titolare di uno storico bar di Carona per farmi consigliare. Sicuramente ora ho un locale più grande, che serve sia all’esterno che all’interno. Ci è voluto tanto lavoro, ma a luglio 2020 abbiamo aperto”.

In effetti, per un’attività del genere occorre mettersi in gioco e trovare soluzioni nuove per attrarre i clienti. “Giravamo in bar particolari, con offerte tipo brunch, volevamo portarle a Carona per dare un qualcosa di nuovo, ci voleva un locale diverso - spiega Paola, - fuori stagione siamo aperti sabato e domenica, poi ovviamente ci sono festività e ponti. Il 95 percento dei clienti viene da fuori, dunque è importante saper invogliare le persone a venire da noi”.

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Come fare? Jacopo ci dà qualche indizio: “Ci sono 9 bar a Carona, occorre proporre qualcosa di diverso. Prendiamo spunto dagli altri locali, come successo appunto con i brunch, poi rielaboriamo a modo nostro. Per il gelato bisogna andare a cercare prodotti di alta qualità, gli aperitivi devono essere ben serviti e stuzzicanti. I panini non possono essere solo classici, offriamo ad esempio anche focacce romane che si vedono poco, condite a freddo con prosciutto particolare, cose che si distaccano dalla normalità. In generale, la regola è servire ciò che vorremmo fosse proposto a noi”.

Come già accennato, il periodo scelto da Paola e Jacopo per lanciare l’Edelwiss non è stato dei più semplici. “Durante il primo lockdown eravamo preoccupati, a marzo dell’anno scorso abbiamo fatto investimenti importanti. Si sperava che le chiusure durassero meno o che lo Stato ci aiutasse di più: non abbiamo uno storico dei fatturati, quindi non possiamo ricevere fondi; Jacopo lavora anche nell’edilizia e quello che guadagnava lo metteva nel bar per mandarlo avanti”, racconta Paola.

Eppure, i due giovani guardano avanti con speranza: “Il futuro a Carona lo vedo molto bene, la gente nell’ultimo anno ha riscoperto la montagna - racconta Jacopo  - quest’estate abbiamo visto persone che hanno detto di essere salite l’ultima volta più di dieci anni fa, oltre che a tantissimi giovani”.

Una visione positiva, a cui però bisogna accompagnare i sacrifici che servono per mandare avanti un locale. “Si lavora tante ore, d’estate dalle 8 a mezzanotte - spiega Paola - ma come ogni lavoro ha i suoi lati positivi”. “Bisogna cercare di portare qualcosa di più, in montagna o a Carona che sia - aggiunge Jacopo - Non possono mancare ambizioni e voglia, cose che vedo poco nei ragazzi. Purtroppo mi sembra che in alta Valle molti preferiscano lavorare otto ore al giorno, senza rischiare e magari prendendo pure poco, pur di avere sabati e domeniche libere. Ha  sicuramente i suoi pro, ma non ci vedo ambizioni”.

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