Le nostre Leggende - Il lupo di Stabello ed il contadino che lo rivoltò come un calzino

Eleonora Busi 08/01/2020

Mancavano pochi giorni a Natale e nella piccola frazione di Stabello, a Zogno, una bianca coltre aveva appena imbiancato i dintorni. Gli abitanti si stavano preparando con gioia all'imminente festività, tanto che la loro felicità sembrava riflettersi nelle luminose stelle, che avevano fatto nuovamente capolino dopo l'intensa nevicata. Beppino e Luigino erano due fratellini che quel giorno, accompagnati dal loro cagnolino Full – un cocker dal pelo fulvo – stavano dirigendosi verso la stalla del contadino per prendere il latte.

L'ora era ormai tarda, perché i due fratellini si erano attardati a giocare nella neve, lanciandosi palle e costruendo un grande pupazzo fino a quando il buio li aveva sorpresi. Con i cappottini di lana bagnati fradici e tremanti dal freddo, i bambini raggiunsero finalmente la stalla del contadino dove, seguiti dal loro cagnolino, si buttarono verso un mucchietto di fieno secco, mentre il contadino terminava i suoi lavori di mungitura.

Terminate le faccende, riempì una tazza di latte appena munto, coperto da una fine schiuma. I due fratelli non si fecero ripetere l'invito due volte e trangugiarono quella bontà, condividendola con il loro cane Full. Finalmente ripresero la via di casa, ma non avevano fatto che poche decine di metri che dal bosco si udì un ululato, tanto forte da farli sobbalzare dalla paura. Anche il loro cagnolino si spaventò, arruffando il pelo e ringhiando mentre si nascondeva fra le gambe dei padroncini.

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Il contadino, udito l'ululato, si affacciò all'entrata della stalla e cercò di rassicurare i bambini: “Non preoccupatevi – disse loro – si tratta solo di un cane che non riesce ad addormentarsi. Ma non c'è nulla da temere, andate a casa, svelti!”. Rincuorati dalle sue parole, i piccoli ripresero a camminare verso casa nel buio della notte. Ma il contadino non era convinto. “Quell'ululato non mi piace – mormorò fra sé e sé – Vorrei sbagliarmi ma temo che si tratti di un lupo e se è così i due mocciosi corrono un serio pericolo”.

Ormai arrivati a metà strada, si apprestarono ad attraversare un ponticello che sovrasta la valle. Ma in mezzo trovarono una brutta sorpresa: un lupo enorme, grande quanto un vitello, occhi gialli e pelo ritto sbarrò loro la strada. La bava che gli colava dal muso non faceva presagire nulla di buono. Il grosso lupo doveva essere infatti parecchio affamato: restava solo da scegliere quale fra i due bambini mangiare per primo.

Immobilizzati dal terrore, Luigino e Beppino rimasero a fissare la grossa bestia che si avvicinava lentamente a loro con le grandi fauci spalancate. Ma in un impeto di coraggio, il loro cagnolino Full si mise in mezzo fra il lupo ed i suoi padroncini abbaiando furiosamente e alzando la neve circostante con strane manovre. Infastidito, il lupo gli si avventò contro e lo sbranò in un sol boccone. Proprio in quell'istante arrivò il contadino che, capita la gravità della situazione, fece un gesto avventato e pericoloso, ma che ebbe dell'incredibile.

Infilò nella bocca del lupo il poderoso braccio, spingendolo più giù della gola fino a raggiungere la punta della coda. La afferrò dall'interno e poi tirò, rivoltando così l'animale proprio come fosse un calzino, mostrando le interiora della bestia. Con sorpresa dei due piccoli, dall'interno del lupo uscì anche il loro cagnetto, vivo e vegeto e – soprattutto – intero. Fu una vera gioia per i bambini che ringraziarono di cuore il contadino e corsero a casa dai genitori, per raccontare loro quell'incredibile avventura, con la promessa di non attardarsi più oltre le luci del tramonto.

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