Paesi ieri & oggi – Rota d'Imagna, antico borgo nelle cui grotte si praticava il culto dell'acqua

Eleonora Busi 27/01/2020

In Valle Imagna, a 700 metri di altezza, si trova il Comune di Rota d'Imagna: con i suoi 914 abitanti, Rota è un paese dalle origini storiche e molto antiche. Ne sono testimoni i numerosi oggetti risalenti all'epoca preistorica ritrovati in zona. Il suo territorio, inoltre, offre diverse opportunità per scoprire e capire più a fondo la sua storia grazie ad alcuni particolari punti di interesse, come la famosa Tomba dei Polacchi.

Il Comune è attualmente diviso in due frazioni, composte da ben 28 contrade: le frazioni sono Rota Dentro e Rota Fuori che, fino alla loro unione nel 1927, rimasero due Comuni ben distinti, con i propri governatori e le rispettive parrocchie. Il toponimo “Rota” pare avere molteplici significati; secondo alcuni deriverebbe dalla voce latina “rupta”, inteso come una via aperta tra ostacoli. Ci sono però altre ipotesi, che farebbero risalire il significato dal lemma longobardo “Rothar”, che significa “persona rossa di pelo”, ad indicare la presenza di questa stirpe nei territori. Un'altra interpretazione si riferirebbe alla ruota, elemento che fra le altre cose è compreso anche nello stemma della famiglia Rota, originaria dei luoghi.

I primi insediamenti umani a cui è possibile risalire sono databili all'età del bronzo, grazie al ritrovamento nella grotta dei Polacchi di frammenti scheletrici e suppellettili di un antico corredo funerario. Il paese vide sui propri territori diversi popoli, fra cui i celti, poi i longobardi e i franchi. Fino al 1240, Rota d'Imagna faceva parte del Comune di Lemine, distaccandosene e diventando poi un Comune autonomo.

La sua presenza si iniziava a fare comunque più forte ben prima, in epoca medievale, tanto da essere citato in alcuni documenti ufficiali per la prima volta nell'anno 1151. Come altri paesi della Valle Imagna, anche i suoi territori furono colpiti dai cruenti scontri fra guelfi e ghibellini, che imperversavano fra la Valle Imagna e la vicina Valle Brembilla. Tali scontri portarono gli abitanti a costruire castelli e fortificazioni in tutti i territori, Rota compresa.

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Quando la zona passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, dopo un periodo di dominio dei Visconti, il paese di Rota ebbe un trattamento di favore “per la loro integrità della fede e fedeltà alla Repubblica, difendendola contro il Duca di Milano, furono dal Doge con privilegi, grazie e favori arricchiti et onorati” come scrisse Padre Donato Calvi nelle sue Effemeridi.

In età veneta, il paese era retto da un console secondo il mandato del tesoriere generale della valle Imagna e dei quattro anziani del consiglio di valle. A fine Cinquecento contava 71 fuochi, ovvero le famiglie, e 302 abitanti. Come precedentemente accennato, ad un certo punto della sua storia – a fine Settecento – Rota d'Imagna si divise in due Comuni ben distinti, chiamati Rota Dentro e Rota Fuori. I due territori si riunirono soltanto temporaneamente su ordine di Napoleone, ma si divise nuovamente al termine del dominio austriaco. Dopo l'Unità d'Italia il paese rimase diviso, finché durante il fascismo nel 1927 si decise di unificare definitivamente il Comune sotto il nome di “Rota”, a cui successivamente si aggiunse “d'Imagna”.

La Tomba dei Polacchi – una grotta ricca di fascino, si ritiene che in tempi antichi fosse utilizzata per praticare il culto dedicato alle acque. Al suo interno sono stati rinvenuti diversi oggetti di epoche antiche: dai vasi, alle scodelle, a lame in bronzo e pendagli d'osso, ora conservati presso il Museo Archeologico di Bergamo. La Tomba si trova in località Cà Guarinone: è possibile accedervi tramite un piccolo imbocco, da cui si snodano ben 4 chilometri di grotta in cui proliferano alcune specie di coleotteri e altra fauna cavernicola.

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(Fonte immagini in evidenza: lombardiabeniculturali.it | unitalsibergamo.it)







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