Suona che ti passa - Free Fall, la band pop-rock made in Valle Imagna

Eleonora Busi 31/10/2019

Molto conosciuti nella scena musicale valdimagnina e non solo, la scorsa estate hanno girato per tutta la bergamasca a suon di pop-rock. Parliamo di Matteo Carminati, nel ruolo di cantante, Leonardo Belotti, chitarra acustica ed elettrica, Jacopo Rota, batteria, Andrea Fumagalli, basso, Alessandro Brumana, tastiere – audio e luci, e Katia Villa, violino, altrimenti conosciuti come i Free Fall, giovanissima band tutta made in Valle Imagna. Quasi tutti i membri sono infatti originari di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore, tranne Matteo di Locatello.

Tre anni di attività e tanti concerti e serate ricche di emozioni indelebili, i Free Fall nascono dall'idea di Matteo e Leonardo, compagni di classe in Seminario a Bergamo, nel bel mezzo di una lezione. La formazione attuale e definitiva è giunta però due anni fa: il primo membro “stabile” – fondatori a parte – è stato Jacopo nel 2017, seguito a ruota da Andrea e, successivamente nello stesso anno, anche Katia e Alessandro. “Inizialmente non tutti ci conoscevamo bene – spiega il gruppo – ci vedevamo qualche volta in oratorio, Katia, Jacopo e Alessandro suonavano insieme in orchestra, ma nessuno di noi conosceva molto bene gli altri. Adesso siamo inseparabili, siamo riusciti a costruire un bellissimo rapporto di complicità e soprattutto di amicizia; siamo un’unica famiglia”.

Una famiglia, accomunata dalla passione per la musica nata per tutti i sei membri fin dalla più tenera età. “Mi sono avvicinata alla musica quando avevo otto anni, alle scuole elementari avevano avviato il corso di violino e ho voluto provare – racconta Katia, 22 anni – ho proseguito gli studi alle scuole medie ad indirizzo musicale e poi mi sono diplomata al Liceo Musicale S. Suardo. Ho continuato poi a suonare in alcune orchestre e in organici da camera (soprattutto duetti violino – chitarra e violino - pianoforte), il mio obbiettivo finale è quello di ottenere la laurea in violino, quindi mi sto preparando per l’ammissione al triennio Accademico del Conservatorio”.

Anche Leonardo, soli 20 anni, ha iniziato grazie ad un corso di chitarra in quarta elementare. “Ho proseguito gli studi di chitarra classica privatamente per cinque anni per poi dedicarmi allo studio della chitarra moderna da autodidatta – spiega il ragazzo – Le principali esperienze live fatte con lo strumento, oltre alla nostra band ovviamente, sono state a livello di musical e di duetti acustici con violino e pianoforte”.

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A stregare Matteo, 21 anni, invece, un'esibizione di pianoforte ad una festa: da allora, ha iniziato a seguire le “orme” della musica attraverso lezioni private di pianoforte per otto anni. “Nel frattempo ho provato anche a far parte di una banda con degli amici, dove suonavo anche rullate e batteria – aggiunge il giovane – Per quanto riguarda invece l’esperienza del canto, ho iniziato seguendo mia sorella; lei studiava canto e si iscriveva a molti concorsi e, siccome a me piaceva cantare, mi iscrivevo sempre anche io e arrivavamo quasi sempre prima e secondo e da lì è nato tutto, spettacolo dopo spettacolo la passione aumenta ed eccomi qui. Chissà magari il canto finisce per diventare la mia professione”.

Il pianoforte è stato il primo amore anche di Alessandro, che ha iniziato a suonarlo a otto anni grazie ad un corso. “Mi ha subito incuriosito il pianoforte, con tutti quei tasti da suonare – racconta Alessandro, 27 anni – e così è iniziata la mia avventura musicale, mi sono subito ritrovato in quello strumento e ancora oggi, a distanza di anni, non me ne separo. Ho studiato per molti anni tramite lezioni private organizzate dal comune e poi ho proseguito gli studi presso la scuola di musica del Seminario di Bergamo associata con l’Accademia di S.Cecilia”.

Un approccio un po' diverso è stato quello di Andrea, 19 anni, che proviene da una famiglia di musicisti, ed è cresciuto a contatto con la musica. “Ho iniziato a suonare uno strumento vero e proprio, il sax tenore, nelle medie seguendo un corso della banda del mio paese. Successivamente, all'inizio delle superiori, ho iniziato a suonare il basso” spiega.

Il mentore di Jacopo, 21enne, è stato invece il direttore della banda del suo paese, suo insegnante di musica alle scuole elementari. “A me è sempre piaciuta la batteria e quindi ho provato ad andare alle prove di questa banda divertendomi e imparando un sacco – racconta – da quella prima volta ho voluto continuare a provare a studiare batteria con il maestro di batteria della banda per 5 anni. Ho continuato sempre come hobby, ora il mio obiettivo e sogno nel cassetto invece è quello di riuscire a vivere con la musica. Sperando che sia la mia musica”.

Ispirati dai propri idoli, fra cui i Modà, Ligabue e David Garrett, i sei ragazzi valdimagnini suonano nei propri concerti live generalmente cover pop-rock, ma non mancano di certo alcuni elementi personali: tutti i pezzi sono infatti riarrangiati, per mettere in evidenza le capacità di tutti i componenti. “Basti pensare al violino, in quale canzone di Ligabue c’è il violino? – spiegano i Free Fall – Eppure siamo riusciti ad aggiungerlo riuscendo a dare quel “tocco in più” che è un po’ la cosa insolita della band”.

L'obiettivo adesso è iniziare a produrre dei brani propri e pubblicare un primo album. “Stiamo scrivendo i nostri inediti – raccontano – Per ora ne sono usciti soltanto due “Ti Difenderò” e “Dicono di me” ma ce ne sono pronti molti altri e non vediamo l’ora di farveli sentire. Ovviamente i concerti saranno costituiti sia dalle cover, che comunque per ora manteniamo, sia dalle nostre canzoni, che diventeranno sempre di più”.

Come in ogni famiglia che si rispetti, in special modo quelle più numerose, è inevitabile che ci siano dei momenti no, difficoltà e discussioni. Ma come affrontano questi giovanissimi ragazzi la “vita” di gruppo? “Suonare in un gruppo di sei persone non è sempre facilissimo, ci capita molte volte di scontrarci, anche perché abbiamo tutti caratteri molto diversi e quindi andare d’accordo su tutto è praticamente impossibile – raccontano – Giusto quest’estate abbiamo avuto una crisi abbastanza pesante, siamo arrivati agli ultimi concerti che quasi non ci parlavamo neanche più, e questo il pubblico lo nota subito quando siamo sul palco. Poi ci siamo incontrati un giorno e abbiamo litigato, abbiamo esposto i nostri problemi e adesso siamo ripartiti più forti di prima”.

Le discussioni sono spesso inevitabili, ma non per questo non ci sono dei lati positivi nel lavorare a stretto contatto. “I pro di suonare insieme è che ognuno dà la forza e la carica agli altri – afferma il gruppo – il momento prima di salire sul palco è stupendo, ognuno di noi ha in corpo tantissima adrenalina che si scarica mentre suoniamo e il bello è che tutti diamo il meglio di noi e tutti vogliamo arrivare lontano, questo è un po’ anche quello che ci unisce”.

Tantissima voglia di fare e di farsi conoscere, con impegno e dedizione: arrivare in alto è un desiderio, ma anche una giusta priorità per questi sei giovani musicisti. Nel corso di questi anni hanno avuto modo di entrare in contatto anche con alcune personalità già note, come il chitarrista dei Modà Diego Arrigoni ed il bassista Stefano Forcella. “Eravamo al teatro Gavazzeni di Seriate e abbiamo aperto il concerto di un’altra band, abbiamo suonato poche canzoni ma sono bastate per farci emozionare tantissimo – raccontano – Parlando poi con Stefano e Diego abbiamo capito che sono persone normalissime, come noi e questo ci ha fatto pensare che anche noi un giorno potremmo arrivare dove sono arrivati loro”.

Il futuro riserva ancora molto ai Free Fall, che hanno ora in programma – oltre al già citato album – anche la realizzazione di alcuni video per nuovi brani inediti e la partecipazione ad alcuni contest di rilievo, per i quali hanno già superato le pre-selezioni. “Vorremmo ringraziare tutte le persone che ci sono vicine e che ci sostengono, ringraziamo Pietro Rota, il presidente della Pro Loco di Almenno, che ci organizza molti concerti e crede molto in noi, poi ringraziamo Albero Rota, che ogni tanto divide il palco con noi per le canzoni di Vasco, ma soprattutto ringraziamo le nostre famiglie e il nostro pubblico – concludono – Noi puntiamo in alto, sogniamo i concerti negli stadi e siamo sicuri di arrivarci un giorno”.

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(Foto in evidenza by Daniele Di Lorenzo)







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