Da Scalvino a Baita Campo in bici per eguagliare l'Everest: l'impresa dello zognese Danilo Bernacca

Eleonora Busi 20/09/2021 0 commenti

A volte il solo allenamento non basta: ci vuole anche la determinazione, una ferrea volontà ed il supporto di chi ci sta accanto per riuscire a raggiungere i propri obiettivi. L'impresa portata a termine da Danilo Bernacca ne è un chiaro esempio. Era sabato 4 settembre quando il giovane, 26 anni di Zogno, ha inforcato la bicicletta e ha deciso di affrontare “a distanza” il gigante Everest, riuscendo in una sola giornata a concludere quella sfida che sportivamente viene chiamata “Everesting” e consiste nel percorrere tante salite quante sono necessarie per raggiungere gli 8.848 metri di dislivello ed eguagliare l'altezza del Monte Everest.

Per Danilo, sportivo e appassionato di diverse discipline, dallo scialpinismo alla corsa in montagna, la salita prescelta non è stata fra le più semplici della Valle Brembana: da Scalvino fino a Camerata Cornello, verso Cespedosio in direzione Baita Campo. 188 chilometri complessivi, raggiunti in dieci arrampicate, e un dislivello totale di 9.954 metri. Più di 1.000 metri superiore all'effettiva altezza del Monte Everest.

Ho voluto cimentarmi in qualcosa di nuovo, un'emozione diversa per testare la resistenza di fisico e mente – spiega Danilo – Ci pensavo da diverso tempo, ma non avevo ancora una data certa. Poi, poco prima di quel sabato 4 settembre, mi sono deciso: se si vuole raggiungere i propri obiettivi, nella vita bisogna buttarsi. E così ho fatto, raggiungendo finalmente un grande risultato che mi ha regalato grandissima soddisfazione”.

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Soddisfazioni ed emozioni, per una giornata caratterizzata da alti ma anche da bassi, dalla voglia di andare avanti in contrasto alla voglia di rinunciare. “Sono partito tutto solo alle 4 di notte – racconta il giovane – accompagnato soltanto da cervi, camosci, lepri e cinghiali”. Le prime salite passano lisce, grazie al supporto degli amici. “Alla quinta salita ero accompagnato dai miei amici Enrico e Mirko e vola via senza fatica – prosegue –, mentre alla sesta incontro il mio amico Stefano che mi fa compagnia fino all'inizio del tratto sterrato. Alla settima salita, accompagnato da un altro amico, Diego che era in e-bike, inizia la crisi, non mi vergogno a dirlo ma due volte mi sono dovuto fermare. Non ce la facevo più”.

Danilo conclude comunque a testa alta la ripida salita, ma lo sforzo ha provato eccessivamente il fisico.”Ho cercato di mangiare qualcosa, ma è iniziata la nausea. Mi dico basta, vorrei fermarmi e invece rimonto in sella – racconta – Pian piano mi riprendo, sono felice ma il cielo è nerissimo. È iniziato il temporale e per quasi un'oretta mi riparo sotto il tetto di una casa. Il freddo pungente quasi mi spingeva nuovamente a mollare, ma ecco la sorpresa: il mio amico Marco si è presentato con una Coca-Cola rigenerante. La mente si è risvegliata e Marco mi ha fatto compagnia per concludere l'ottava salita, spronandomi a non mollare. Scendo ed ecco un'alta sorpresa. La mia amata Martina mi stava aspettando”.

Il tempo di recuperare le forze e mangiare un piatto di pasta e Danilo riprende per concludere le ultime due salite. “La nona pian pianino è andata bene – continua – All'ultima salita ho riacceso la mia luce frontale e accompagnato ancora da svariati animali, sono arrivato in cima... ho pianto dall'emozione!”. Dell'incredibile impresa rimane una grande soddisfazione e la certificazione ufficiale Everesting 8848, che ne attesta la buona riuscita. In Italia sono – al momento – 998 gli Everesting portati a compimento, per un totale di oltre 160mila chilometri scalati e 5,4 milioni di metri di dislivello positivo.

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