Carona, a spasso nel tempo: progetto di riscoperta dei tempi che furono. E che mette al centro le donne

Redazione 09/10/2021 0 commenti

"Carona, a spasso nel tempo" è un progetto di riscoperta e valorizzazione delle antiche tradizioni del luogo che ha come obiettivo far conoscere i mestieri passati ormai scomparsi, la maggior parte svolti dalle donne, promuovere un territorio montano e la sua vegetazione che muta notevolmente in distanze ravvicinate, spiegare come l’uomo in tempo passato abbia sempre rispettato l’ambiente facendo interventi necessari, ma non invasivi, valorizzare l’arte antica dei muretti a secco, oggi patrimonio dell’umanità per l’Unesco.

Il tutto nell’ottica di dare il giusto valore alle donne che già in tempi antichi, oltre a essere l’angelo del focolare ne erano anche la forza, simboli e testimoni del territorio. Carona era famosa anche per l’ottima qualità delle sue patate e con questo progetto hanno trovato spazio altri campi sperimentali per continuare la tradizione della coltivazione delle patate, campi scuola e didattici per non disperdere i saperi sulla preparazione del terreno e la semina, sui benefici e i “rimedi della nonna” le cure naturali che si sono tramandate fino ai giorni nostri.

Un progetto promosso dal Comune di Carona, nello specifico dal Vicesindaco Michela Carminati in collaborazione con lo staff della Proloco, in carica nel triennio luglio 2018-2021, e reso possibile tramite il finanziamento di 2 bandi: il primo, un bando promosso dal GALValleBrembana2020 che ha permesso la riqualificazione e messa in sicurezza dell’antico sentiero che attraversa tutta l’area alta del paese, in passato, estesa zona di campi di patate e l’installazione di cartellonistica informativa -didattica e aree sosta. Con l’altro, un bando regionale in collaborazione con la Comunità Montana Valle Brembana, ente capofila del partenariato si sono stampate le brochure del progetto e, in collaborazione con VisitBrembo, si è organizzato un educational/press tour per la promozione del territorio.

“Il progetto 'Carona, a spasso nel tempo' ha come finalità la promozione del nostro territorio- spiega Michela Carminati vicesindaco di Carona - ricco non solo di bellezze naturalistiche e paesaggistiche, ma anche patrimonio di testimonianze storico-culturali della vita di un tempo. Il progetto ha permesso di ripristinare un antico sentiero che conduceva ai campi di patate, coltivazione che rappresentava una vera peculiarità di Carona. Lungo il percorso, grazie a cartelli didattici, è possibile riscoprire gli antichi mestieri della vita rurale degli abitanti, dalla preparazione del terreno alla semina e alla raccolta delle patata, dalla raccolta della cèra ( fieno magro) alle erbe spontanee, attività principalmente svolte dalle donne.

Percorrere il sentiero è come fare un viaggio in un tempo in cui la vita era difficile, dura, scomoda, ma sicuramente rispettosa e riconoscente verso il proprio territorio, aspetto che oggi è sottovalutato o addirittura dimenticato. Sentiero didattico per tutti, in particolare adatto ai bambini e alle nuove generazioni affinché tornino ad apprezzare e valorizzare le risorse che la montagna offre. Persone preziose per la realizzazione del progetto Sandra, Pasqua, Cesarina, Nito, Ugo e Domenica, le cui testimonianze rappresentano un tesoro da custodire e tramandare.”

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Durante la giornata di inaugurazione hanno presentato l’idea e la progettualità il Vicesindaco Michela Carminati che, accompagnata da Flavio Salvetti, esperto del luogo e proprietario dell’azienda agricola il Sentiero, hanno illustrato l’aspetto ambientale e naturalistico del territorio, l’importanza dell’acqua per Carona, le erbe, l’intervento dell’uomo sull’ambiente e hanno sottolineato come questo progetto abbia anche un aspetto etico e sociale.

Percorso il sentiero ad anello, la giornata è proseguita con la visita alle altre attrattive del territorio: l’orto Botanico, il calco delle incisioni rupestri scoperte in Valcamisana, l’antica parrocchiale di fiume Nero, la contrada di Porta con la Chiesina di San Rocco, per finire con la conoscenza di Luisa, arrivata a Carona perché legata la mondo delle piste da sci e, talmente innamoratasi del luogo e delle persone che ha deciso di trasferirvisi e aprire un atelier "Come in baita" per la lavorazione legno. Le piacerebbe che la sua scelta di restare in un piccolo comune montano e di reinventarsi possa essere da stimolo per i giovani del posto a non abbandonare il paese, ma a trovare un’ispirazione, magari proprio dal passato, per rimanere e creare lavoro.

In chiusura non poteva mancare una cena guidata presso la Locanda dei Cantù, con lo chef Igor e con Loredana, proprietari dell’arte della ristorazione e dell’esaltazione dei sapori dei prodotti dei territorio. In questa location dalle sale che ben si sposano con l’ambiente montano, le patate e altri ingredienti tipici l’hanno fatta da padroni: Buffet di formaggi Principi delle Orobie con confetture artigianali di erbe spontanee del territorio, Crackers alle erbe di montagna e crostone di pane di segale all’aglio Orsino.

Un primo piatto da scarpetta gli gnocchi di patate di Carona al parüch con fonduta di Branzi e a seguire tagliata di cervo con purea di patate di Carona, finferli trifolati, polenta taragna con porcini. Presenti anche nel dolce elementi del territorio: bavarese al sambuco, cioccolato bianco con salsa ai mirtilli. Un luogo dove gli antichi sapori del territorio si sposano con la modernità e l’estrosità nell’ abbinare ingredienti poveri, ma dal gusto intenso.

A tenere tutti incollati a tavola non solo i piatti, ma anche i racconti di Pasqua, classe 1929, Luciana, Domenica e Ugo Rossi che al suo primo appello durante il servizio militare non ha risposto in quanto “in paese nessuno mi conosceva per nome, qui tutti avevamo un soprannome e ci chiamavamo con quello, non ero abituato a sentire il mio nome e cognome… e cosi subito in consegna”, classe 1942
Carona, quindi, un territorio da riscoprire per la sua storia, cultura, tradizioni e sapori. Un racconto appassionato dei tempi che furono, da non dimenticare.

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