Il terreno torna a cedere a Santa Brigida: trovata una terza buca. Il sindaco: ''Nessun rischio per la zona abitata''

Eleonora Busi 16/03/2021 0 commenti

Il terreno torna a cedere a Santa Brigida: dopo le due buche già note, ne è emersa una terza che – nonostante si trovi più distante dalla strada – potrebbe in futuro interessare le strutture edificate presenti in zona. È questo quanto si legge sulla più recente relazione della Provincia, che ha evidenziato come il “quadro generale geologico del territorio” sia “ulteriormente peggiorato”, aumentando così l'urgenza di un intervento risolutivo già programmato per ottobre 2021.

L'instabilità geologica di Santa Brigida è dovuta ad un problema che affonda le proprie radici già a partire dagli ultimi anni del 1800. Sotto il paese, infatti, si estendono tre diverse gallerie di grandi dimensioni, in passato interessate da attività estrattiva per l'asportazione di gesso e anidrite, che nel corso del tempo hanno ridotto le caratteristiche portanti del sottosuolo. Le escavazioni terminarono definitivamente fra gli anni '70 e '80: la cessazione di tale attività comportò anche la conclusione del processo di pompaggio dell'acqua, presente in grande quantità nel sottosuolo e che, ad oggi, continua a circolare accentuando il carattere instabile dell'intera zona.

Da due diventano così tre le buche che minano alla sicurezza della Strada Provinciale 8 (denominata “Olmo al Brembo – Cusio”) e delle strutture vicine. La prima, dal diametro di circa 20 metri, si è formata fra il 2016 ed il 2017 a ridosso della strada, messa in sicurezza attraverso la realizzazione di una variante. La seconda si è formata invece a distanza di circa 50 metri dalla prima fra la frazione detta “Bindo” ed il campo sportivo in un appezzamento di erba (una proprietà privata): inizialmente di dimensioni più contenute, con il tempo la “voragine” si è ampliata peggiorando ed ingrandendosi sensibilmente.

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Ed ora Santa Brigida deve fare i conti con una terza buca, che si trova a circa 20 metri dalla seconda. La struttura che presenta più rischi rispetto al nuovo cedimento è il capannone di una falegnameria. Ma il sindaco Manuel Rossi, intervistato da L'Eco di Bergamo, rassicura: “Il capannone, al momento, non presenta cedimenti”. La proposta avanzata qualche mese fa da Via Tasso per risolvere la delicata situazione prevede la realizzazione di un sovrappasso, ovvero un ponte, di circa 20 metri che scavalchi la Strada Provinciale, messo in atto grazie ad un finanziamento ministeriale di 600 mila euro.

Visto il peggioramento della situazione la Provincia ha però deciso di ricorrere ad un ulteriore finanziamento regionale di 350mila euro. “È stato concordato, nel corso di una riunione con la Provincia, che ora si procederà prima di tutto con un'indagine geognostica estesa su tutta la zona interessata dalla formazione delle buche, per capire in modo più approfondito la dimensione della problematica – ha spiegato il sindaco, che con il suo Comune parteciperà al costo dell'indagine con un finanziamento di 20mila euro del Bim C'è preoccupazione per questa situazione in continua evoluzione: fortunatamente per il momento non c'è il rischio di coinvolgimento di nessuna zona abitata”.

Dopodiché, una volta conclusa la fase di progettazione e approvazione, si procederà con un primo intervento di messa in sicurezza della Strada Provinciale 8 con la realizzazione di un primo ponte, i cui lavori dovrebbero partire ad ottobre 2021 per poi concludersi nel luglio 2022. Sarà poi il turno del secondo intervento in cui verrà realizzato un altro ponte: i costi verranno coperti grazie al finanziamento ministeriale di 600 mila euro, già a disposizione.

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Fonte Immagine: Altobrembo.it

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