Smart working nelle nostre valli: possibile soluzione allo spopolamento? Parola ai sindaci

Eleonora Busi 18/06/2020 0 commenti

Durante il periodo di lockdown, studenti e soprattutto lavoratori hanno potuto capire e toccare come lo smart working, se supportato da adeguate infrastrutture e dunque una buona connessione internet, possa essere un metodo innovativo ed efficiente per proseguire nel proprio lavoro, comodamente da casa e senza doversi per forza recare fisicamente in ufficio. Questo importante mezzo di comunicazione, d'improvviso sotto le luci della ribalta, potrebbe forse trasformarsi in uno strumento e in un'occasione per ripopolare le Valli Brembana e Imagna, in particolar modo i piccoli paesi dell'alta Valle che potrebbero sfruttare la tecnologia per lavorare senza spostarsi ogni giorno da casa, con tutto ciò che comporta. Utopia o soluzione concreta contro lo spopolamento? Lo abbiamo chiesto ai sindaci.

Per il sindaco di Sedrina Stefano Micheli, nel periodo di emergenza sanitaria l'attività lavorativa in smart working ha avuto molti risconti positivi. “Personalmente posso confermare che anche il Comune di Sedrina si è attivato subito in tal senso – spiega Micheli – Ritengo che poter riuscire a lavorare da casa possa avere potenziali ricadute nel benessere psicofisico delle persone. Sicuramente è un'opportunità per i nostri paesi, in quanto poter usufruire anche di due giorni la settimana del lavoro in smart working può portare molti lavoratori e le rispettive famiglie a poter scegliere di rimanere nei propri paesi, anche delle nostre valli”.

Anche secondo Luigi Mazzucotelli, sindaco di Blello, lo smart working è una buona opportunità. “Ritengo che faccia risparmiare tempi di pendolarismo, consenta flessibilità nel lavoro, renda efficace il lavoro per obiettivi, permetta il bilanciamento dei tempi, consenta di stare al passo con i tempi e di organizzare al meglio diversi aspetti della vita e di avere tempo per la cura della casa, dei cari e di sé”. L'accento però è posto sulle infrastrutture che in alcuni luoghi della valle non risultano essere adeguate alle necessità. “Occorre una buona connessione per lavorare da casa – osserva Mazzucotelli – In Val Brembana, per esempio, ogni volta che c'è un temporale salta tutto. Quindi più investimenti in digitale”.

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Della stessa opinione anche Marco Milesi, sindaco di San Giovanni Bianco. “È opportuno che tale soluzione venga supportata da adeguate infrastrutture tecnologiche delle aziende e soprattutto avere a disposizione una connettività adeguata. Questo ultimo aspetto potrebbe ancora rappresentare un vincolo per lo sviluppo di tale modalità in valle” afferma, annunciando però una notizia positiva: “Negli ultimi tempi a livello governativo è stato approvato un progetto che permetterà di avere l'estensione della fibra nel cosiddetto "ultimo miglio" anche nei paesi dell'alta valle brembana, con un progetto di cablatura che dovrebbe partire a breve”.

La conferma arriva anche da Andrea Paleni, sindaco di Cusio e presidente di Altobrembo. “È fondamentale che anche sulle nostre montagne arrivi la fibra con il progetto Banda Ultra Larga – spiega Paleni – Sicuramente la possibilità di lavorare in un ambiente di qualità come quello della Valle alle stesse condizioni di un ufficio in centro città, rappresenta una grande opportunità, e in diversi hanno manifestato interesse al riguardo”.

Jonathan Lobati, sindaco di Lenna e presidente della Comunità Montana Valle Brembana, fa un paragone fra la complessa situazione viabilistica della Valle Brembana e la qualità delle infrastrutture internet. “Chiaramente c'è il problema irrisolto delle connessioni che devono essere all'altezza perché le stesse difficoltà che abbiamo sulla viabilità stradale le abbiamo ovviamente con le connessioni. Però risolto questo problema potrebbe essere un'opportunità, anzi credo che il lavoro vada incentivato anche perché permette alle persone di avere una giornata a disponibilità più lunga e costi inferiori, e di conseguenza andrebbe sostenuto con degli incentivi mirati”.

C'è anche chi, oltre al ripopolamento, pensa anche al mantenere in valle chi già ci vive. “Lo smart working può essere un modo per permettere a chi vive già in valle una vita più semplice e meno frenetica – afferma Fabio Bonzi, sindaco di Dossena Poi di conseguenza può diventare un tassello importante per ripopolare le nostre valli, soprattutto nei piccoli paesi”. Per Vittorio Milesi, sindaco di San Pellegrino Terme, si tratta di una preziosa opportunità, che però non va generalizzata “perché non vale per tutte le attività – sottolinea – Ovvia condizione perché lo smart working possa essere preso in considerazione come utile strumento di lavoro, la disponibilità di una linea veloce che non raggiunge purtroppo l'intera Valle Brembana”.

Un'opportunità per i lavoratori, ma anche per gli studenti che in questi mesi hanno scoperto una nuova didattica a distanza. “Sicuramente lo smart working potrebbe essere una buona opportunità per tutti, sia per una migliore qualità di vita, che soprattutto per chi potrebbe avere la necessità di essere a fianco dei propri famigliari per esigenze di vario tipo. Sicuramente l'attuale situazione di emergenza sanitaria e la mancanza di connessioni idonee, ha messo in luce diverse criticità, tra cui la difficoltà per i ragazzi di seguire le lezione da casa” afferma Laura Arizzi, sindaco di Piazzolo.

Il primo cittadino di Almenno San Bartolomeo, Alessandro Frigeni, segue invece la stessa linea di pensiero del sindaco di San Pellegrino Terme. “Sul tema dello smart working vedo del valore aggiunto, ma anche delle difficoltà – spiega – Questo valore aggiunto si è rivelato solo per un certo tipo di attività professionali, mentre per altre il confronto de visu e i briefing personali hanno ancora una certa rilevanza, in particolar modo per quei ruoli professionali in cui ci sono in gioco decisioni e strategie. Sicuramente ha portato a un passo in più verso l'informatizzazione, ma c'è ancora molto da fare. Lo smart working non può essere l'unica risposta”.

Anche in Valle Imagna il problema principale sono le infrastrutture: secondo un recente questionario dell'Azienda Speciale Consortile, infatti, su 1.007 famiglie dell'ambito Valle Imagna – Villa d'Almè ben 33 non dispongono di internet a casa. “Sicuramente lo smart working è vantaggioso per chi ha un lavoro che lo permette – conferma Ivo Manzoni, sindaco di Sant'Omobono TermeIl problema dei nostri paesi, però, rimane la copertura della rete che noi, come Comune, stiamo cercando di estendere”. “Di questa pandemia che ci ha colpiti – aggiunge Giovanni Locatelli, sindaco di Rota d'Imagnaè necessario sfruttare e cogliere i lati positivi e lo smart working è uno di questi. Lavori da casa e quindi da un balcone come la Valle Imagna puoi restare in valle e lavorare con il mondo”.

Internet, di fatto, annulla quella che può essere anche un'importante distanza fisica, “vincolo importante che relega spesso i territori montani alla marginalità e al conseguente abbandono – aggiunge Giacomo Invernizzi, sindaco di Corna Imagna è un elemento fondamentale per la sopravvivenza dei Comuni di montagna”. Ma potenziare le infrastrutture è di fondamentale importanza. “Credo fortemente nella necessità di dotare di strumenti di connessione adeguata i nostri comuni/territori, sia per chi abitualmente li abita e li vive, sia anche come potenziale per chi un domani “scapperà” dalle città” sottolinea Valentina Zuccala, sindaco di Fuipiano Valle Imagna.

E proprio in questo piccolo paese i passi nei confronti dell'innovazione sono da gigante: la delibera di giunta nr.35 del 2016 riguardava proprio una convenzione Infratel Italia S.p.A. con i Comuni della Lombardia per lo sviluppo della Banda Ultra Larga. “Purtroppo rientriamo nelle cosiddette “zone bianche” in cui le aziende private non hanno alcun interesse ad investire. Infratel avrebbe dovuto portare a compimento il progetto di un servizio connessione ultra veloce entro il 2020. Ritardi nelle procedure/affidamenti e non da ultimo la pandemia sembrano aver slittato il termine al 2023: il Comune di Fuipiano ha così inviato una comunicazione ai vari ministri e assessori regionali, ottenendo dei riscontri che dichiarano rinnovata volontà e impegno al fine di accelerare le tempistiche del progetto”.

Nelle nostre realtà territoriali dove il luogo di lavoro è spesso distante chilometri, è sembrato subito molto strano dover restare bloccati nelle proprie abitazioni – è il pensiero di Marcellino Rota, sindaco di Roncola La modalità smart working ha certo comportato l'utilizzo di strumenti nuovi o più performanti, comportando in taluni casi spese impreviste, ci sta abituando ad occuparci del nostro lavoro in orari diversi, più dilazionati e apparentemente anche meno produttivi”.

Dovremmo imparare a rivalutare in quale territorio abitiamo e quanto abbiamo di positivo nella nostra valle che ancora oggi si distingue dalle altre proprio per ricchezze ambientali e naturalistiche” conclude Rota. In conclusione, la linea di pensiero sembra essere comune a quasi tutti i primi cittadini: lo smart working è una risorsa fondamentale, che potrebbe sicuramente aiutare il territorio montano a scongiurare lo spopolamento, ma forse impossibile da applicare a tutte le attività lavorative esistenti.

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